


CIVITA CASTELLANA - Uno dei mesi più importanti dell’anno, almeno lo era, degradato nella scala dei valori e dei ricordi dal progresso e dal consumismo.
Come eravamo
Settembre il mese delle… riparazioni
Le stagioni cambiano, ognuno dice la sua a riguardo. L’uomo sta distruggendo questo pianeta: la tecnologia, il progresso, l’habitat rivoluzionato, sono tutti fattori determinanti di questa apocalisse epocale! Parolone, parolone, bla, bla bla. Ecco allora che questo breve “Come eravamo” viene a fagiolo, perché cercherà di avvalorare, attraverso pochi ricordi di un passato non più recente, l’impronta di un mese particolare, appunto settembre.
I temporali ferragostani erano appena finiti, settembre qui a Civita, era il mese di S. Marciano e delle feste patronali e dei primi funghi. Prima però era anche il mese degli esami di riparazione per chi a scuola non aveva brillato, e magari era rimasto ammutolito, davanti alle insufficienze evidenziate in rosso sui quadri esposti nell’atrio della scuola, e il più delle volte non condivise. Gli ultimi bagni giù al Treja, le ultime partite sui selciati del centro storico, le ultime scampagnate, gli ultimi preparativi anche nelle campagne pronte per la raccolta delle nocciole e per l’imminente vendemmia.
Si respirava un’aria diversa, più fresca, dopo il caldissimo Agosto, il quotidiano era fatto di piccole riparazioni: la cancellata da ri-verniciare, la finestra da stuccare, piccoli lavoretti prima dell’arrivo del soldatino… Autunno che precedeva il generale… Inverno. Permettetemi il riferimento ai disastri naturali, economici e sociali che hanno portato il nostro paese a guardare oggi settembre con la paura di chi lo vede sentinella di quell’inverno che da generale sta diventando… Dittatore. E allora quale modo migliore di mettere in versi le mie “Impressioni di Settembre”, le Orme (complesso degli anni ’70), mi scuseranno.
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