ANNO 16 n° 157
“Amici miei scherzi di paese“
C’era una volta a Civita, rubrica a cura di Alessandro Soli
22/09/2023 - 02:00

di Alessandro Soli

 

CIVITA CASTELLANA - Gli scherzi di una volta, le burle, le risate, l’amicizia innanzi tutto. Quando si passava il tempo libero senza far danno a nessuno.

 

Amici miei… scherzi di paese!

Quando Mario Monicelli scrisse e diresse il primo film “Amici miei”, sicuramente prese spunto dalle “goliardate” della provincia toscana, che portavano alla ribalta uno spaccato ironico e molto particolare dell’Italia anni ’60. Quelle situazioni si ripetevano anche nei nostri paesi e chi le ha vissute, oggi, a distanza di anni, non può che sorridere nel ricordarle. Per esempio qui a Civita Castellana, il Moschin della situazione era Costante Nelli, che con i suoi fedeli amici Angelo Pressi (Beccacciò), Luigi Cardinali (‘o professore) e qualche altro che si aggregava, tipo Gino Profili, ne facevano di cotte e di crude.

Per centrare il personaggio Costante Nelli, debbo soffermarmi in qualche particolare che lo riguarda. Impiegato comunale addetto all’anagrafe, portava il suo buonumore, la sua indole scherzosa, nella monotonia giornaliera fatta di timbri, inchiostro e carta assorbente.

E’ ormai divenuto famoso l’aneddoto (ma era pura verità) del sempliciotto che dovendo richiedere la carta d’identità, presentatosi all’anagrafe, al cospetto di Costante che lo interrogava sui suoi segni caratteristici, alla richiesta: - “Quanto sei alto?”, non appena il malcapitato la dichiarava, Costante: - Verifichiamo. Distenditi sul pavimento, ogni mattonella misura 20 cm. Solo così avremo la giusta misura! - Vi lascio immaginare l’ilarità degli altri impiegati, nel vedere l’uomo lungo disteso sul pavimento e Costante in piedi che serioso contava le piastrelle.

Ma torniamo alle sere d’estate, quando i nostri amici si riunivano dopo cena tra i tavoli del Caffè Roma per architettare burle e scherzi, a volte amari, ma sempre improntati al sano divertimento. Molte volte “gettavano l’amo per pesciolini” invitando persone fuori dal giro, ad una passeggiata locale in macchina. Costante, naturalmente alla guida, dopo qualche chilometro, simulava un guasto alla sua macchina, costringeva gli occupanti alla vigorosa spinta, poi una accelerata e via, lasciando tutti a piedi, di notte, ignorando improperi e maledizioni varie.

Ma, tralasciando imboscate amorose di varia natura, tese soprattutto a mariti gelosi e giovanotti alle prime armi, è rimasta negli annali civitonici la burla tesa ad Antonio Gallu, caratteristico e buffo cameriere del Caffè Roma. Caldissima estate anni ’60, la mezzanotte si avvicina, Costante e i suoi amici seduti al tavolo, stanno appunto consumando al Caffè Roma la mitica granita di caffè con panna, qualcuno ha optato per la gianduia al cioccolato, sempre con panna. Antonio Gallu in tenuta da cameriere: giacca bianca, pantaloni neri, camicia e papillon, con la sua faccia da “scimmietta” occhi piccoli e tondi, orecchi da primate e gli immancabili baffetti alla Clark Gable, sta rassettando i tavoli per la chiusura ormai imminente. Costante e Beccacciò gli si avvicinano: - Antò tra un po’ stacchi, se vieni con noi te ‘ccompagnamo a pijà un caffè llà i Sassacci llì da Bernabucci pagamo noi -. Antonio annuisce perché la proposta è inconsueta e allettante per chi come lui non possiede la macchina. Sono le tre passate, siamo a Firenze, in piazza della Signoria, in pieno centro, dalla macchina scende prima Costante, poi Beccacciò, quindi barcollando, Antonio Gallu con la sua divisa da cameriere. E’ spaesato, non capisce, - Cameriere per cortesia, due Wisky e un caffè! - Lo scherzo è completo, sorridono tutti, ride anche Antonio, che Firenze l’aveva vista solo in cartolina.

Oggi questi personaggi non ci sono più, sono diventati “leggenda metropolitana” della nostra cittadina, e quando vengono raccontate le loro “imprese”, ci accorgiamo quanto è cambiata la nostra quotidianità. Peccato che Costante non abbia visto la scena di Monicelli, quella con gli schiaffi al treno in partenza, perché l’avrebbe organizzata anche lui qui a Civita, a Catamello, saltando con i “suoi amici” verso i finestrini aperti della stazione Roma Nord.





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