ANNO 16 n° 76
Cento ma non li dimostra
C'era una volta a Civita, rubrica a cura di Alessandro Soli
01/12/2023 - 15:14

Quando la scuola era una istituzione : palestra di vita, laboratorio del sapere, formazione civica e spirituale.

 

CENTO MA NON LI DIMOSTRA

Generalmente lo si dice ad una vecchia signora, piena di vita ed ancora arzilla. Ma questa volta il complimento è riferito ad una scuola elementare di Civita Castellana, che compie esattamente cento anni dalla sua istituzione e si appresta a celebrare con manifestazioni varie tale evento. Sto parlando della Scuola Elementare delle Suore Francescane sita in Via V. Ferretti, che mi ha visto alunno fin da quando avevo cinque anni, e dove ho iscritto i miei due figli nei primi anni 80.

E stata da sempre una scuola di èlite, senza togliere nulla alle gloriose scuole comunali, ma posso assicuravi che già ai mie tempi, si intravvedeva lo sforzo per adottare linnovativo metodo Montessori, alle scuole primarie e dinfanzia. Se analizziamo il perché di quanto sopra, chi andava dalle moniche frangesi (per dirla in dialetto), lo faceva perché si entrava alle ore 8 e si usciva alle ore 16, (era quindi ed è una scuola a tempo pieno) . Tale orario risolveva e non poco i problemi di genitori impegnati col lavoro o impossibilitati allaccompagnamento e al recupero dei pargoletti. A questo punto porto la mia testimonianza di allora, quando i miei genitori facevano i jolly nella Trattoria dei Cacciatori di mio nonno Giano a Catamello, con papà che lavorava anche alla Cer. Marcantoni.

Ricordo che i miei accompagnatori erano Gualtiero e Giuliano Brunelli, un po più grandicelli di me, ma abitando nei palazzi a fianco della Trattoria, avevano lincarico di la mano ben stretta e camminando sul marciapiede di Via della Repubblica, attraversato il ponte, fino giù da e moniche frangesi. Certo a distanza di settanta anni, i ricordi si sono un po sbiaditi nella mia mente, ma non dimenticherò mai i piccoli lavoretti fatti in classe riavvolgendo le strisce filanti di carta tipiche del carnevale, che guarda caso sono ancora le stesse. Ebbene formavamo dei piccoli piattini,tazzine e teiere che ci ricordavano non a caso, la ceramica, linfa vitale del nostro paese.

Un altro ricordo che può sembrare anacronistico era quello di gettare, nella grande vasca al centro del giardino, i rimasugli del fruttino di marmellata avvolto in cellophane trasparente che la suora ci dava e che dovevamo mangiare alla fine del pranzo. Può sembrare un gesto rivoluzionario o fuori luogo, per quei tempi, ma noi lo consideravamo una marachellata e ridevamo quando il guardiano dellorto, armato di rastrello e pala ripuliva la vasca. Poi le suore, ricordo Suor Agnese occhialuta Madre Superiora, Suor Geltrude la mia dolce paziente insegnante, lonnipresente Suor Benigna, forse quella che ha prestato più a lungo servizio in questa scuola..

Ora i tempi sono cambiati è cambiato linsegnamento, è cambiata la scuola stessa, ma la validità, soprattutto educativa di questo istituto rende orgoglioso me e i miei figli di averlo frequentato.





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