ANNO 16 n° 168
“Natale, Natale, un altro Natale“
C’era una volta a Civita, rubrica a cura di Alessandro Soli
08/12/2023 - 02:00

di Alessandro Soli

 

CIVITA CASTELLANA - L’atmosfera e il fascino della festa più bella dell’anno. Con la speranza di poterla conservare… sempre.

 

Natale, Natale, un altro Natale

Consapevole del rischio che corro nel ripetere le stesse cose, quando racconto tradizioni e sensazioni passate, mi accingo questa volta a focalizzare un Natale diverso, un altro Natale. Mille e mille pensieri affollano la mia mente, si accavallano, spingono, cercano di sovrastarsi, fanno a gara per conquistarsi un posto tra queste poche righe. Allora pervaso dall’atmosfera che solo questo periodo dell’anno sa suscitare, proverò anche stavolta ad emozionarvi.

Ma dove corri, tu, che malgrado la crisi ti affanni alla ricerca del regalo, a tutti i costi, acquistato all’ultimo minuto, senza sapere se farai la felicità di chi lo riceve. Perché invece non corri a far visita a quel tuo amico malato, che non pensa ai regali da fare: ti accorgerai che la tua semplice presenza sarà per lui il dono più bello.

Ma che fai tu, immobile e indeciso davanti alle vetrine piene di giocattoli, che devi assolutamente regalare ai tuoi bambini, o ai tuoi nipotini, non ti senti forzato nelle scelte? Certo, come va il mondo oggi, ogni mese una festa, ogni mese un compleanno, una ricorrenza, verrebbe da dire ogni giorno è Natale. E allora? Ma che credi che se non fai così, il mondo cambierebbe? E’ il mondo che ha cambiato te, sei diventato schiavo del tuo tempo. Quel mondo che tu hai sconvolto col tuo comportamento, distruggendo con la scusa del progresso, la natura, e tutto l’ecosistema, si sta prendendo la rivincita, allora prova a riappropriarti dei tuoi sentimenti, prova a vivere ancora non “un Natale, ma il Natale”.

Vai, come facevi una volta, a raccogliere il muschio (‘a carpi nella) nei boschi, magari portando qualche bambino, continua a fare il presepe in casa, e per non far torti addobba anche l’albero natalizio. Stai con “i tuoi”, come sempre hai fatto e sempre farai, ma non dimenticare mai chi invece con “i suoi” non ci può stare per ragioni che facilmente si possono immaginare. Credetemi cari amici, questa non è retorica, sono quei due o tre pensieri che sono riusciti, calpestando tutti gli altri, a trovare spazio tra queste righe… Buon Natale!





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