ANNO 16 n° 256
“Hai voglia a predicar… predicatore“
C’era una volta a Civita, rubrica a cura di Alessandro Soli

di Alessandro Soli

 

CIVITA CASTELLANA - Ogni tanto un piccolo sfogo ci vuole e questo mio scritto capita come si dice “a fagiolo”. La mia speranza è, che traendo le vostre conclusioni, lo consideriate un piccolo arricchimento, perchè frutto di vita vissuta.

Come eravamo

Hai voglia a predicar… predicatore

Mai proverbio, ora che anch’io vado in là con gli anni, risulta valido e maestro di vita, in questa società odierna che il progresso ha profondamente cambiato. Sicuramente in meglio, per i più, in peggio per chi come il sottoscritto, non si arrende al cambiamento epocale che ha azzerato sentimenti e valori, capisaldi di intere generazioni. L’educazione innanzitutto, in ogni sua sfaccettatura: sia essa famigliare, scolastica, sociale, istituzionale e chi più ne ha, più ne metta. E tu chi sei? Direte voi, tu che predichi bene e razzoli male!

Non voglio cambiare il mondo, perché non ci riuscirei mai, ma lasciatemi almeno analizzare e comparare il tutto con l’esperienza di vita che i miei “quasi ottanta anni”, mi autorizzano a fare. Sono anni che mi “batto” per conservare le tradizioni popolari, per non far scivolare nell’oblio il dialetto, espressione nobile della lingua parlata, così diversa dalla “lingua computerizzata”, perfetta nell’ortografia e nella sintassi, ma così fredda e incolore. E i valori umani? Quelli dove li mettiamo? L’amicizia, l’amore in ogni sua forma, che da sempre, dico da sempre, hanno contraddistinto l’uomo come essere pensante (ma anche gli animali…pensano, e provocatoriamente aggiungo… a volte più di qualche nostro simile).

Non voglio fare né il filosofo, né lo psicologo, né tanto meno il moralista, voglio solo lanciare, cari amici, un piccolo sasso in questo stagno che si presenta fermo e maleodorante davanti alle nuove generazioni. Sono le nuove generazioni che in virtù dei mezzi che il progresso ha messo a loro disposizione, vengono chiamate a “bonificare” e perché no, a movimentare e rendere “limpide”, le acque melmose in cui naviga la nostra società. Mi sono lasciato prendere la mano, scusatemi per questo articolo che esce un po’ dagli schemi abituali che tratto normalmente, ma ho sentito il bisogno, guardando ciò che accade ogni giorno, di dire la… mia!

 



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