ANNO 16 n° 168
Foto precedente
Foto successiva
D'Alema avverte: ''Ancora non abbiamo vinto''
L'esponente Pd a Viterbo scatenato su Berluconi e Monti, duro con Ingroia

VITERBO – (roc) Lontani, lontanissimi, i tempi in cui il Leader Massimo indicava la strada, e i compagni lo aspettavano nelle sezioni del vecchio Pci per farsela indicare. Oggi, che il Pci non c’è più, e non ci sono più perfino Pds e Ds, D’Alema si rivolge al popolo democratico sfoderando meno solennità nei toni e puntando di più sulle sue armi migliori: ironia, sarcasmo e ragionamenti lucidi, almeno dal suo punto di vista.

Tanto da far esclamare a un signore di mezza età: ''Dopo la messa cantata di Mario Monti, finalmente un comizio vero!''.

Intanto va registrato che le circa trecento persone di Villa Sofia, dove è intervenuto D’Alema ieri sera, erano più o meno la metà di quelle presenti alla ''messa cantata'' del Professore al cinema Genio. Ma, si sa, il flussi elettorali sfuggono a queste logiche e il Pd resta il primo partito nei sondaggi.

E’ lo stesso D’Alema a mettere tutti in guardia dai facili entusiasmi: ''Pensare di avere già vinto – dice - è l’unica cosa che non dobbiamo fare. Tutti sembrano preoccuparsi più di far perdere voti a noi che a conquistare voti per loro. La sfida è complessa e dobbiamo cambiare passo fino al giorno del voto''.

Questo il concetto centrale del suo discorso, argomentato sì con considerazioni, come si diceva una volta ''di ampio respiro'', ma pur sempre una raccomandazione chiara e tonda.

E sarà perché ha fatto il famoso passo indietro non candidandosi più per il Parlamento, sarà che un anno senza Berlusconi gli ha stemperato i toni, si concede anche diverse battute. Naturalmente taglienti, da par suo.

Scontati gli attacchi a Berlusconi, la novità sono stati forse gli attacchi a Monti, uno che ha formato ''una lista di signori, che non trovi un operaio manco per sbaglio''. Ancora più sprezzante il suo giudizio su Ingroia: ''Un simpatico signore – ha detto D’Alema – che dopo aver ottenuto un importantissimo incarico dall’Onu, per cui il governo e lui stesso si sono molto battuti, è restato in Guatemala dodici giorni, peraltro sempre in collegamento con Santoro – ironizza – fino a mollare l’incarico e mettersi in campagna elettorale in Italia. Ora – incalza sarcastico D’Alema - andiamo a chiedere un altro incarico all’Onu. Non mi sembra un grande esempio da seguire''.

In conclusione un passaggio sul tema del giorno: lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena. ''Bersani – ha spiegato – si è detto favorevole ad una commissione d’inchiesta, ma credo che il tema vada allargato anche su come il sistema bancario, tutto, gestisca il risparmio''.

All’incontro erano presenti tutti i big del partito, da Fioroni a Panunzi, da Sposetti a Mazzoli. Il segretario regionale Egidi ha aperto i lavori, prima di passare la parola a Fioroni. L’ex ministro viterbese ha speso parole dolci, dolcissime, nei confronti del Leader Massimo: ''Siccome provengo da una cultura di scelte transitorie – ha detto Fioroni – credo che la scelta di Massimo sarà rimossa non appena andiamo al governo''.

E lui, Baffino, che non disdegnerebbe di fare il ministro, da buon uomo del Sud accenna un sobrio scongiuro. Il che pare a tutti un ottimo viatico e augurio per sciogliere la seduta e tuffarsi su un ''aperitivo per l’Italia giusta'' prenotato all’ingresso a 10 euro.

L’Italia ancora no, ma il prezzo è giusto. Manifesti compresi naturalmente.



Facebook Twitter Rss