ANNO 16 n° 112
'Chiediamo l'apertura di un tavolo nazionale per salvaguardare la produzione ceramica'
Il candidato sindaco Francesco Romito risponde al presidente Ciarrocchi dopo il grido di allarme lanciato sul distretto
Alessandra
22/04/2026 - 07:05
di Alessandra Sorge

Francesco Romito

CIVITA CASTELLANA - 'Per sostenere le aziende del distretto ceramico in questa fase così delicata proporremo sin da subito l'apertura di un tavolo a livello nazionale per salvaguardare la produzione e il lavoro che sono le vere eccellenze di Civita Castellana', Francesco Romito, candidato sindaco nella coalizione Sangallo, replica alle affermazioni del presidente di Confindustria ceramica Augusto Ciarrocchi, che nei giorni scorsi aveva espresso forti critiche sulle direttive Ue legate alla transizione energetica. Ciarrocchi, seguendo il pensiero del presidente Orsini, aveva parlato di una certa “miopia” delle istituzioni europee, accusate di non avere misure adeguate e di concentrarsi su strumenti come gli aiuti di Stato invece di scelte più incisive. Come il presidente nazionale, anche Ciarrocchi ha citato difficoltà nelle catene di approvvigionamento e nei trasporti, nei costi energetici elevati, nella concorrenza globale con paesi meno vincolati, che rischiano di compromettere la tenuta imprenditoriale e manufatturiera del Paese. Colpa di regole ambientali troppo stringenti - aveva affermato il numero uno di Confindustria ceramica - che purtroppo non vanno di pari passo con il percorso di decarbonizzazione intrapreso dall'Ue, che viene giudicato troppo poco realistico a causa 'della mancanza di tecnologie e vettori energetici adeguati'.

'Tutti chiedono un cambio di rotta urgente - ha spiegato Romito -. L’appello del presidente Ciarrocchi all'unione europea sulla difficoltà legate alla transizione energetica per l’industria manifatturiera, segue quello del presidente Orsini per ripensare le sanzioni sul gas russo, in aggiunta alle dichiarazioni dell’amministratore di ENI De Scalzi. Prima delle sanzioni, l'Italia era coinvolta in diversi progetti di gasdotto e di energia in Russia, che avrebbero garantito un approvvigionamento energetico stabile, ora sospesi o cancellati.

Se la necessità di garantire le attività produttive del distretto ceramico va sostenuta con forza, riteniamo che vada ricercata evidenziando l’intreccio con gli interessi primari della pace e dell’ambiente con quelli del potere di acquisto dei ceti popolari e di chi campa del lavoro in ceramica, che vogliamo tutelare.

Noi ci impegneremo a far sentire le voci del distretto nelle istituzioni e proporremo sin da subito l'apertura di un tavolo a livello nazionale per salvaguardare la produzione ed il lavoro che sono le vere eccellenze di Civita Castellana'.





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