ANNO 9 n° 260
Mafia, in cinque rinunciano al Riesame
Dopo il secco no alla scarcerazione per Forieri, Pecci e Gurguri, solamente in tre tentano di ottenere l'alleggerimento della custodia cautelare
15/02/2019 - 03:07

VITERBO – (b.b.) A distanza di quattro giorni dal primo secco no alla scarcerazione di Luigi Forieri, Manuele Pecci e Gazmir Gurguri arrivato dal tribunale del Riesame romano, le strade dei tredici arrestati per mafia, all’alba del 25 gennaio scorso, si dividono.

In cinque, infatti, hanno rinunciato ad appellarsi al tribunale delle Libertà romano per tentare di ottenere un alleggerimento o la revoca degli arresti.

Tutti detenuti in carceri di massima sicurezza, ieri mattina avrebbero dovuto presentarsi a Roma al fianco dei loro avvocati, ma così non è stato: sulla scia di quanto deciso dai giudici capitolini per le posizioni del titolare del bar di via Genova, Forieri, del titolare di un centro estetico, Pecci e dell’operaio di origine albanese, Gurguri, i difensori avrebbero preferito rinunciare al Riesame.

Solamente tre di loro sono rimasti fermi sulle posizioni iniziali: per Ismail Rebeshi sarebbe stata chiesta la modifica della custodia cautelare, per Emanuele Erasmi la revoca degli arresti domiciliari, anche per la necessità dell'artigiano 50enne di tornare a lavorare, mentre per Martina Guadagno la detenzione in casa.

Da Roma, però, ancora nessuna risposta: si dovranno attendere alcuni giorni perché i giudici del tribunale della Libertà sciolgano la riserva e si pronuncino sulla decisione presa.

Intanto è prevista per lunedì prossimo, 18 febbraio, l’udienza di Riesame per Fouzia Oufir e Giuseppe Trovato, l’uomo considerato ai vertici dell’organizzazione mafiosa sgominata dalla Dda di Roma e dai Carabinieri del Comando Provinciale di Viterbo.





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