ANNO 16 n° 272
Processo Asl, altro rinvio
Dopo quello avvenuto per errori di notifica lo scorso 8 gennaio

VITERBO – Era prevista per questa mattina l’udienza preliminare del processo Asl, ma a causa delle elezioni è stata nuovamente rinviata.

Durante la seduta dell’8 gennaio scorso, infatti, il gup del tribunale di Viterbo, Luca Ghedini Ferri, aveva rinviato l’apertura del dibattimento al 27 febbraio a causa di alcune notifiche errate, che avevano portato all’assenza di tutti gli imputati.

Il procedimento giudiziario riguarda due delle inchieste più scottanti degli ultimi anni mai condotte nella provincia viterbese sul fronte sanità. Nel mirino, come noto, finì la gestione dell’ex dg della Asl Giuseppe Maria Aloisio tra gli anni 2006-2009. La stessa Asl ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile insieme alla Regione Lazio e all’associazione Antonino Caponnetto.

Le due inchieste parallele. La prima si era conclusa nel luglio 2009 con gli arresti eccellenti di Ferdinando Selvaggini, Alfredo Moscaroli, Michele Di Mario e Massimo Ceccarelli dopo uno scambio di mazzette al bar; la seconda, invece, nella primavera del 2012 aveva portato all’iscrizione sul registro delle informazioni di reato 24 indagati, 19 tra imprenditori e dirigenti dell’azienda sanitaria e cinque società.

I reati contestati a vario titolo sono: concussione, corruzione, truffa e abuso d’ufficio. Ancora: falso ideologico e turbativa d’asta, relativamente ai tanti(ssimi) appalti (milionari) che la Asl avrebbe affidato in cambio di consenso politico ed assunzioni di persone gradite ad Aloisio.

Quanto alla corruzione, invece, nel mirino della magistratura era finito l’ex direttore del Ced della Asl Selvaggini, che si sarebbe dato un gran da fare per l’affidamento di servizi a procedura negoziata a presunte aziende “amiche”. Una su tutte: la Isa di Moscaroli. Per l’accusa, in particolare, la Spa avrebbe conferito alla moglie di Selvaggini la bellezza di circa 165mila euro tra il 2004 ed il 2007 per incarichi di consulente esterno o di rapporto di lavoro part-time.

Con l’Italbyte srl di Tommaso Rossi (che è indagato), infine, Selvaggini avrebbe procacciato incarichi di tutor anche alla figlia per circa 40mila euro.

La posizione dell’ex direttore del Ced è certamente la più delicata, mentre Ceccarelli avrebbe manifestato l’intenzione di patteggiare.

L’udienza preliminare. A comparire davanti al gup Ghedini Ferri dovrebbero quindi essere circa una trentina di indagati; salvo archiviazioni e richieste di patteggiamento.



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