

VITERBO – Si apre questa mattina il procedimento giudiziario riguardante due delle inchieste più scottanti degli ultimi anni e mai condotte nella provincia viterbese sul fronte sanità.
La prima si era conclusa nel luglio 2009 con i famosi arresti di Ferdinando Selvaggini, Alfredo Moscaroli, Michele Di Mario e Massimo Ceccarelli dopo uno scambio di mazzette al bar; la seconda, invece, nella primavera del 2012 aveva portato all’iscrizione sul registro delle informazioni di reato 24 indagati, 19 tra imprenditori e dirigenti dell’azienda sanitaria e cinque società.
I reati contestati a vario titolo sono: concussione, corruzione, truffa e abuso d’ufficio. Ancora: falso ideologico e turbativa d’asta, relativamente ai tanti(ssimi) appalti (milionari) che la Asl avrebbe affidato in cambio di consenso politico ed assunzioni di persone gradite all’ex direttore generale Giuseppe Maria Aloisio.
Quanto alla corruzione, invece, nel mirino della magistratura è finito l’ex direttore del Ced della Asl Selvaggini, che si sarebbe dato un gran da fare per l’affidamento di servizi a procedura negoziata a presunte aziende “amiche”. Una su tutte: la Isa di Moscaroli. Per l’accusa, in particolare, la Spa avrebbe conferito alla moglie di Selvaggini la bellezza di circa 165mila euro tra il 2004 ed il 2007 per incarichi di consulente esterno o di rapporto di lavoro part-time.
Con l’a Italbyte srl di Tommaso Rossi (che è indagato), infine, Selvaggini avrebbe procacciato incarichi di tutor anche alla figlia per circa 40mila euro.
La posizione dell’ex direttore del Ced è certamente la più delicata, mentre Ceccarelli avrebbe manifestato l’intenzione di patteggiare.
A comparire davanti al gup Luca Ghedini Ferri, stamattina, dovrebbero quindi essere circa una trentina di indagati; salvo archiviazioni e richieste di patteggiamento, che saranno formalizzate oggi.
Quando al giudice, la Procura è stata costretta a ricorrere al supplente Ghedini Ferri, proveniente dalla sezione penale del tribunale di Civitavecchia, perché trovare un magistrato viterbese compatibile è stato praticamente impossibile: Franca Marinelli, Silvia Mattei, Rita Cialoni, Gaetano Mautone, Salvatore Fanti, Francesco Rigato ed Eugenio Turco avevano infatti già visionato i fascicoli del “pasticciaccio” Asl.
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