

VITERBO – A gruppetti di quatto o cinque per volta, in base ai turni di lavoro, i dipendenti del Gruppo Ro.Ri Sanità, cui appartengono la clinica Nuova Santa Teresa di Viterbo e la Casa di Cura di Nepi, quelli definiti dai loro datori di lavoro ''imbecilli'' perché hanno avuto l’ardire di chiedere gli stipendi arretrati, hanno organizzato un presidio a piazza del Plebiscito. Una manifestazione, la loro, silenziosa e solitaria. A sostenerli non c’era alcun sindacalista di qualsivoglia sigla. E poi vagli a dar torto quando sostengono che Cisl, Uil, Fials e compagnia cantando sono conniventi con la proprietà.
''Siamo qui – hanno detto -, esclusivamente per chiedere il rispetto dei nostri diritti. Vogliamo che ci siano corrisposti lo stipendio di maggio e la tredicesima 2011. Chiediamo anche, in caso di malaugurati futuri ritardi nel pagamento di quanto c’è dovuto, di essere avvertiti in tempo. Molti di noi – aggiungono - hanno impegni da mantenere. C’è chi deve versare la rata del mutuo di casa, chi fare fronte a spese urgenti per i figli. Dobbiamo avere il tempo di organizzarci per non finire nei guai''.
Durante il presidio, i lavoratori hanno esposto due striscioni: uno con la scritta ''ma che colpa abbiamo noi'' e l’altro con una vignetta contro i sindacati confederali.
I dipendenti di Fabio e Roberto Angelucci, due tra i principali indagati nella maxi inchiesta Asl, si dicono anche relativamente tranquillizzati dal fatto che nel documento in cui sono stati definiti ''imbecilli'', è stato scritto che non appena verrà loro notificato ufficialmente il provvedimento della procura di Viterbo che sbocca i conti correnti sequestrati, provvederanno a pagare la mensilità di maggio. Tuttavia, resta la preoccupazione per la tredicesima, della quale, nel documento non si fa alcun cenno.
''Prima di intraprendere ulteriori iniziative – concludono -, aspetteremo alcuni giorni per verificare se l’impegno verrà rispettato''.
Intanto, stanno valutando l’opportunità di dar vita a una loro autonoma rappresentanza sindacale, svincolata da tutte le organizzazioni che, a loro parere, non hanno intrapreso alcuna azione a tutela dei loro diritti.
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