

VITERBO – Dopo una serie infinita di rinvii, è partito davvero il maxi processo sulla gestione dell’Asl di Viterbo tra il 2005 e il 2009, sotto la direzione generale di Giuseppe Aloisio. Ventinove gli imputati tra persone fisiche e società, accusati a vario titolo di corruzione, turbativa d'asta, concussione e altri reati.
Tra gli altri, è stato ascoltato il direttore regionale per la programmazione sanitaria, Giampaolo Grippa. Al centro delle domande dei pubblici ministeri Fabrizio Tucci e Stefano D'Arma, la vicenda dell’Associazione Aureart - I mestieri dell’arte che, secondo l'accusa, avrebbe ottenuto dall’Asl 325mila euro di finanziamenti ''sospetti'' in due anni. Nel corso delle indagini è emerso che l'associazione è stata costituita il 25 luglio 2007 allo scopo di creare e gestire laboratori espressivo-artistici per persone disabili, ma aveva avuto contatti con la Asl già il mese prima. Abbastanza da far ritenete all'accusa di trovarsi di fronte a una ''combine'', un ''biscotto''. In altri termini, ad avviso dell'accusa, l'associazione è stata costituita quando era certo che avrebbe ottenuto i finanziamenti della Asl. Tanto più che tra i fondatori della Aureart figura, tra gli altri, Giovanna Monti, moglie (ora ex) di Mauro Paoloni, all'epoca dei fatti consulente strategico del direttore generale Aloisio. Oltretutto, i fondi sarebbero stati liquidati all'associazione senza alcuna delibera da parte della Asl, tranne che per la prima tranche del 2007.
Nel 2009, però la Regione Lazio intimò ad Aloisio di sospendere definitivamente i finanziamenti perché l'attività dell'associazione non aveva carattere sanitario. Particolare, quest'ultimo, ricostruito ieri in aula dal dottor Monti. ''La Regione, a causa del debito sanitario - ha ricordato - era stata commissariata, inoltre era in atto una grave crisi economica. Due circostanze che ci obbligarono a vigilare affinché ogni euro fosse speso per attività sanitarie in senso stretto. Caratteristica - ha rilevato - che l'attività della Aureart non aveva'.
Che l'associazione fosse legata a doppio filo ai finanziamenti pubblici sarebbe dimostrato dal fatto che una volta interrotto il flusso di denaro proveniente dall’Asl ha definitivamente chiuso i battenti.
Il dibattimento è stato aggiornato per l'audizione di altri testimoni.
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