ANNO 16 n° 272
Inchiesta Asl - Lavoratori Gruppo Ro.Ri chiedono dissequestro conti correnti
''Mensilità di aprile e tredicesima bloccate''

VITERBO - Gli strascichi dell'inchiesta Asl, che ha visto coinvolti l’ex direttore generale dell'azienda sanitaria Giuseppe Aloisio ed il titolare della casa di cura Nuova Santa Teresa di Viterbo Roberto Angelucci, arriva a colpire pesantemente anche i dipendenti del Gruppo Ro.Ri, che non si sono visti depositare la mensilità di aprile oltre alla tredicesima. A lanciare l'allarme sono stati Giulio Spreghini, Massimo Valentini e Irma Zedda, rappresentanti dei lavoratori del Gruppo Ro.Ri, che hanno deciso di scrivere ai pubblici ministeri Stefano D’Arma e Franscesco Tucci, titolari dell'inchiesta, per chiedere loro il dissequestro dei conti correnti della società (oltre 20 milioni di euro, tra crediti e contanti).

''In conseguenza del sequestro dei conti correnti - affermano i rappresentanti - , la società Ro.Ri. S.r.l. si è trovata nella materiale impossibilità di corrisponderci la mensilità di aprile oltre alla tredicesima. Ad oggi, quindi, ci troviamo in un'improvvisa quanto profonda difficoltà economica che oltre a colpire noi coinvolge anche le nostre famiglie, incidendo su di una situazione già provata dalla crisi nella quale si trova il Paese''.

''Per questi motivi, pur comprendendo pienamente le esigenze di giustizia, ci permettiamo di chiedere il dissequestro dei conti correnti della società Ro.Ri. S.r.l. - concludono -, magari limitatamente alle somme necessarie per il pagamento ai sottoscritti della mensilità di aprile e della tredicesima''.

Intanto, per lo stesso Aloisio, il suo ex consulente strategico Mauro Paoloni, Roberto Angelucci e per il titolare della società Ali Gianluca Parroccini, si avvicina una data cruciale: il 16 maggio, infatti, il tribunale del riesame discuterà il ricorso dei Pm contro il diniego al loro arresto da parte del Gip Salvatore Fanti. Se i giudici dovessero ritenere fondate le ragioni della procura, per i quattro si aprirebbero le porte del carcere.



Facebook Twitter Rss