ANNO 16 n° 267
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Un nuovo ritratto del comfort: profumo senza rimpianti made in Lenor
Rubrica 'Pubblicittà' a Cura di Elsa Berardi

Ilary Blasi, irriverente e coinvolgente, impersona sé stessa nei nuovi spot di Lenor: gli ammorbidenti che rendono soffici i tessuti riescono a distrarre il suo personaggio da ogni incombenza quotidiana, sottraendolo agli incarichi e ai contesti sociali lavorativi.

Non c’è traccia, in questo filone pubblicitario, della nota showgirl e mamma attivissima -l’identità mediatica di Ilary- ma è presente una narrazione che coinvolge il gradino fondante di questi due ruoli: l’imprenditrice senza remore, una self-made woman contemporanea che si sincera di essere accolta nelle sue fragilità. Uno spot in particolare, il penultimo per lancio, è infatti la proiezione di un desiderio di liberazione: la conduttrice televisiva annulla un appuntamento -routinario, forse, per la sua carriera- adducendo come scusa il ritardo di un volo aereo.

Di certo non la attendono aperitivi sfolgoranti o ricevimenti da star, come sarebbe comune immaginare: il product placement dei detergenti Lenor si instaura nel momento in cui, con il pigiama, Ilary sceglie di rimanere a letto, al solo scopo di godere del profumo del suo piumone.

La società in cui viviamo, influenzata da teorie psicanalitiche di matrice orientale, vede nel comfort assoluto, l’antica “pace dei sensi”, la massima aspirazione di un percorso di vita non esente da zone d’ombra, ma portato a placarle attraverso metodi che non sempre prevedono la naturale socialità. Lo sfogo simbolico di Ilary è nella reclusione, non nell’apertura, sulla scia di un valore diffuso: quello dell’inglobare vedute autorevoli nel proprio io interiore, invece di metterlo a nudo, rispettando i suoi bisogni fisiologici.

Si è meno forti nella rinuncia alle attività quotidiane?

 La risposta è spesso in contrasto con quelle fornite dalle bibliografie filosofiche, ma il gioco pubblicitario è servito ugualmente a ricordarci questa lettura: non importa quanto si sia distanti da una cultura che faccia pensare, si è invece sempre -anche da figure dello showbiz- rappresentanti degli ideali maggioritari.

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