ANNO 16 n° 274
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Michelini: ''Non porto nessun cappello''
Il candidato in Provincia: rappresento la società civile, non i poteri forti

VITERBO - La campagna elettorale – pure quella per le primarie del centrosinistra - è come una via crucis: tante stazioni, tanta sofferenza e c’è il rischio che si vada a finire male. Ma Leonardo Michelini lo sa, e poi ha anche il fisico del ruolo: lo si vede quando prende la parola nel caldo primaverile della sala conferenza della Provincia. Fresco come una rosa, voce pacata, concetti chiari: eppure gli appuntamenti si susseguono (solo mercoledì l’inaugurazione della sede della sua lista, Oltre le Mura), gli incontri pure. Oggi era la volta di quello in Provincia, appunto, introdotto da Sarah (con l’acca) Ercolani, che annuncia l’apertura di un blog tutto dedicato al candidato lì presente, e rifinita dal professor Riccardo Valentini,  insigne studioso nonché fresco consigliere regionale e freschissimo capogruppo alla Pisana. “Sono qui – dice Valentini – in segno d’amicizia nei confronti di Leonardo e per testimoniare le sue qualità e le sue potenzialità. Per lui, come per me, vale lo stesso discorso: in questo momento difficile la società civile, il suo impegno, può avere un ruolo decisivo”.

In platea, mancano i pezzi grossi (Fioroni, Gigli, Sposetti: qui citati in rigoroso ordine alfabetico) ma ci sono gli alfieri: il deputato Mazzoli, un altro consigliere regionale come Panunzi, il segretario Egidi, il capogruppo Ricci, gli ultimi arrivati Ciorba e Fattorini. Qualche giovane sfoggia le magliette celebrative, come quelle dei concerti: gialle alla Valentino Rossi, scritta “Io voto Michelini”, il 7 aprile primarie e poi il gran premio di Motogp in televisione?

Michelini ringrazia Valentini (non Valentino) e si riallaccia alle parole del prof: “La mia candidatura nasce in un momento difficile per l’Italia e per Viterbo. Un momento in cui la società civile deve sentirsi parte in causa. Le persone che hanno doti da spendere debbono avere consapevolezza di poter contribuire a uscire dalle difficoltà, iniziando a riempire i vuoti della politica. Perciò è nata la lista civica Oltre le mura: un modo per affrancarsi nettamente da certa politica e certe logiche della politica, parlo della politica peggiore, naturalmente. In questi giorni ho avuto molti incontri con persone che erano convinte che potessi rappresentare la vecchia classe amministrativa, una classe che io rispetto ma dalla quale non mi faccio mettere alcun cappello”. E qui è impossibile non ritrovare il richiamo al magnifico trio di cui sopra: Fioroni, Gigli, Sposetti, qui sempre citati in ordine alfabetico. “Io – conclude Michelini – porto, anzi ho portato, soltanto il cappello della Coldiretti”. Che, sia detto per inciso, è di colore giallo.

Poi, tornando alla creazione di Oltre le mura: “Nel nome c’è l’idea, il progetto alternativo all’amministrazione degli ultimi anni, in cui io non posso né voglio riconoscermi. Mi sento un rappresentante anche del mondo associativo, sociale, settori immensi e vivi che negli ultimi anni sono stati ignorati da chi guidava la città. E che invece sono un tesoro di risorse e di idee per la città. Ecco, un sindaco che è eletto direttamente dai cittadini, e che quindi ha un ruolo particolare e forse unico, deve sentirsi in dovere di consultarsi con queste realtà. Consultarsi e poi decidere. Perché Oltre le mura? Perché ci meritiamo un futuro migliore, un futuro che guardi fuori e che espanda le potenzialità di Viterbo nella regione e oltre, appunto: il Lazio, il centro Italia, ha bisogno di Viterbo e Viterbo allo stesso tempo non deve sentirsi in concorrenza con Roma o con le altre province. Perché certi tesori, il centro storico, le terme, i laghi, l’agroalimentare, ce li abbiamo solo noi. Le altre città, a loro volta, hanno altre risorse”. Ecumenico, futuribile specie in un domani in cui le stesse province potrebbero essere abolite.

L’appuntamento è per la prossima tappa della via crucis, in attesa delle primarie di domenica. “Anche se potrebbe essere che poi vince Serra e noi s’attaccamo”, spiega un simpatizzante di Michelini, al telefono, fuori via Saffi. Molto meno ecumenico, questo.



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