

VITERBO – (roc) Gigli irrompe negli scenari politici che, a breve, disegneranno gli schieramenti per la conquista di Palazzo dei Priori.
Consumata la frattura con il gruppo Santucci-Brachetti, l’ex consigliere regionale dell’Udc ha subito sentenziato: ‘’Quello ormai è un partito morto, sia a Roma che a Viterbo’’.
No, il vecchio leone della politica viterbese non ci sta a farsi accompagnare all’uscio, neanche se ad accompagnarlo è il segretario nazionale in persona. Quel Lorenzo Cesa che lui, Gigli, nel pieno della lotta interna con Santucci, quasi ignorò.
‘’Non sono loro che mi cacciano – dice in sostanza Gigli – ma sono io ad essere andato via perché quel partito non esiste più’’.
Le elezioni regionali (dove pare che ‘’Babbo Nando’’ stia aiutando Zingaretti) e poi quelle politiche diranno se quella affermazione è reale, o se magari sia soltanto un suo auspicio.
Partita chiusa dunque? No.
Meglio: la partita interna si è chiusa lunedì sera con il cortese ‘’benservito’’ che Cesa gli ha intimato durante la presentazione dei candidati del partito, ma ce n’è un’altra ancora tutta aperta. Quella per le prossime elezioni comunali.
Un problemino, un altro, non da poco per Gianmaria Santucci. Sempre che, beninteso, voglia ancora andare a dama a Palazzo dei Priori.
Tralasciando Il Pdl e le altre componenti del centrodestra che aspettano le prossime elezioni per, eventualmente, ricomporsi e ridisegnarsi, la corsia di centro, quella dove viaggiano Santucci e l’Udc per intenderci, si fa dunque sempre più affollata.
In quella corsia si sono già posizionati Filippo Rossi che va per la sua strada e Leonardo Michelini, il cui percorso politico, è l’ipotesi che si fa sempre più strada, sarà quello di farsi promotore in proprio di una lista civica che inviterà poi i partiti, Pd in primis, a seguirlo. Le dimissioni in Comune di Sandro Zucchi, che i rumors danno come aderente al progetto civico di Michelini, sarebbe uno dei segnali.
Adesso arriva anche Gigli, del quale non si conoscono ancora i programmi e le prossime mosse, ma che difficilmente porgerà l’altra guancia e sosterrà chi gli ha tolto il partito da sotto il naso.
Sarà forse per questa situazione sempre più ingarbugliata, che lunedì sera in via Garbini tutti candidati nei loro interventi hanno dato un messaggio convergente: ‘’L’Udc è viva e lotta insieme a voi’’.
Certo, se il partito di Santucci e Brachetti avrà un buon risultato alle regionali e alle politiche, Gigli avrà officiato un funerale senza il morto e l’Udc potrà mettere sul piatto delle comunali di Viterbo le sue fiches.
Consapevoli di questo, e tanto per mettere i passi avanti, i centristi nel frattempo cercano le contromisure per poter entrare in gioco.
In che modo? Intanto Livio Treta, tra i più stretti collaboratori di Gianmaria Santucci, ha costituito in Comune il gruppo ‘’Scelta civica Monti’’ e ne è diventato capogruppo, dopodiché è stato nominato coordinatore, sempre per la lista Monti, degli amministratori locali di tutta la provincia. La sua prima iniziativa sabato, con l’intervento del capolista alla Camera nella Circoscrizione Lazio 2, Federico Fautilli.
Come dire: Filippo Rossi avrà pure l’appoggio di Italia Futura, l’associazione di Montezemolo che ha promosso la candidatura di Mario Monti, ma non ha il ‘’marchio’’ della lista del presidente del Consiglio.
Poi c’è il ‘’piano B’’, quello che potrebbe permettere a Santucci e all’Udc di inserirsi nell’eventuale spacchettamento di Pd e Pdl ad opera della lista civica di Michelini e quindi giocare di rimessa, o se preferite al rilancio, con chi non sarà disposto a seguire il presidente di Coldiretti.
Pedina mangia pedina. Ma sempre civicamente, s’intende.
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