ANNO 16 n° 272
Fdi in pressing su Gioia Maria Scipio
L'azione di persuasione iniziata all’indomani dei risultati delle elezioni regionali
07/03/2013 - 04:00

VITERBO – (roc) Si pensa a un borghese illuminato e a tutti viene in mente Scipio. Venne in mente al centrosinistra a novembre scorso, prima che prendesse consistenza la candidatura di Leonardo Michelini, e viene in mente adesso ai Fratelli d’Italia che vorrebbero lanciare l’avvocato Gioia Maria Scipio candidato sindaco per il Comune di Viterbo.

Sposetti tracciò un identikit che molti riconobbero in Carlo Maria Scipio, magistrato viterbese in pensione dal gennaio scorso, mentre Mauro Rotelli e Paolo Bianchini starebbero puntando sulla figlia, Gioia Maria Scipio, del comitato promotore di Fratelli d’Italia.

Il pressing sarebbe iniziato all’indomani dei risultati delle elezioni regionali, ma al momento l’interessata non avrebbe dato il suo assenso.

Nel lancio della candidatura a sindaco si sarebbe considerata, come fase intermedia, anche l’ipotesi di proporre a Meroi e al centrodestra la stessa Scipio come nuova inquilina all’assessorato provinciale lasciato da Simeone quando si dimise per poter correre alla Pisana.

Ma nessuno al momento escluderebbe, anche se detto ancora in cerchie ristrette e a voce bassa, di proporre direttamente a Carlo Maria Scipio di scendere in campo. Del resto quando l’idea venne al centrosinistra era ancora magistrato, oggi è in pensione.

La discussione sull’eventuale passaggio dell’assessorato provinciale potrebbe rimettere in gioco anche lo stesso Marcello Meroi. Il presidente della Provincia, che nell’ultima tornata elettorale è stato molto critico e duro con il Pdl, potrebbe ritagliarsi così un nuovo ruolo nell’ambito del centrodestra.

Ma il pallino sembra restare ancora in mano a Giulio Marini, ed è forse anche per questo che l’avvocato viterbese ‘’corteggiato’’ da Fratelli d’Italia sta tergiversando, in attesa di vederci un po’ più chiaro.

Il sindaco di Viterbo in questi giorni consulta tutti: partiti e candidati in ‘’pectore’’, a destra e a sinistra. E’ certo che avrà un ruolo di primo piano, ma ancora nessuno sa in che modo, in quali forme e in che tempi.

Nella Prima Repubblica Andreotti diceva che gli ambientalisti erano come i pomodori: nascevano verdi e diventavano rossi. Nella Seconda Repubblica, che peraltro mostra cenni significativi di declino, tutto diventa ‘’marmellata antropologica’’. Anche i colori.





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