

VITERBO – E' iniziato il countdown per le primarie ''open'' del centrosinistra, rinviate al 7 aprile, in concomitanza con quelle che si svolgeranno a Roma per scegliere il candidato che tenterà di sbarrare la strada a sindaco uscente Gianni Alemanno.
Quattro i nomi in pista per la corsa allo scranno più alto di Palazzo di Priori: Raffaella Valeri, vicina al Sel, Francesco Serra, Pd d'osservanza renziana, Massimiliano Capo, Pd di rito I-Tech, un tempo vicino all'ex consigliere regionale Giuseppe Parroncini, e Leonardo Michelini, presidente della Coldiretti, fondatore del movimento civico ''Oltre le mura''
Michelini ha posto ai partiti poche ma chiare condizione irrinunciabile: le primarie non saranno di coalizione, cioè limitate ai candidati del Pd e del Sel, ma aperte a tutte le espressioni della società civile che decidessero di essere della partita; nella sua lista non dovranno esserci personaggi che hanno fatto parte di precedenti amministrazioni. In definitiva, Pd e Sel hanno accettato di essere una delle componenti di una coalizione civica vasta, attorno alla quale, con tutta probabilità, si coaguleranno, in posizione defilata, altri esponenti politici di varie estrazioni. ''Ho subito fatto presente – spiega – che il perimetro del Pd era stretto e andava allargato alla società civile. Quando ho verificato che le mie richieste erano passate ho sciolto la riserva e mi sono candidato''.
Secondo quanto si è appreso, Michelini ha cominciato a ragionare su una sua eventuale candidatura alle comunali subito dopo l’esplosione dello scandalo dei fondi ai partiti alla Regione Lazio che ha fatto implodere la maggioranza di centrodestra, portando alle dimissioni della governatrice Renata Polverini. ''Ho ricevuto molte sollecitazioni da parte di amici che hanno a cuore il futuro di Viterbo e mi chiedevano di costruire un’alternativa all’attuale amministrazione''.
A quei giorni, tra l’altro, risale la lettera aperta con cui Nando Gigli lanciò un appello ai partiti, squassati dall'ondata anticasta, affinché, in vista delle comunali, compissero tutti un passo indietro, lasciando spazio ai movimenti civici, aggregati intorno al un programma credibile. Contemporaneamente, Sposetti, nel corso di una conferenza stampa, annunciò che il centrosinistra avrebbe dovuto puntare su ''un esponente della borghesia illuminata cittadina, indipendente dai partiti'', per tentare di risollevare le sorti della città. Una strategia condivisa da tutto il Pd o quasi.
Domani, quando scadrà il termine, si saprà quanti e quali dei quattro candidati saranno riusciti a raccogliere le 300 firme necessarie per partecipare alle primarie. Resta poi da vedere chi tra loro la spunterà. Anche se per ovvie ragioni Michelini è considerato in pole.
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