ANNO 16 n° 273
I viterbesi non si facciano incantare dai menestrelli della destra-destra
>>>>>>di Beniamino Mechelli<<<<<<

VITERBO  - Non si facciano incantare gli elettori del centrosinistra: mente chi tenta di farvi credere che domani, alle primarie ''open'' per la scelta del candidato sindaco Pd-Sel-movimenti civici di vario genere siano in ballo le sorti della nomenclatura partitodemocratica, incarnata da Ugo Sposetti e Peppe Fioroni, per l’occasione alleati con Rodolfo-Nando Gigli. Non si facciano incantare gli elettori di centrosinistra da chi vuol rinchiudere le primarie ''open'' di domani nell’ambito, ormai angusto e asfittico, dei soliti capipartito e delle relative correnti.

In realtà, chi tenta di spacciare le primarie ''open'' in una sorta di ordalia tra il vecchio (Sposetti, Fioroni + Gigli) e il nuovo (?),  sta puntato tutto, politicamente e non solo, sulla destra-destra di Filippo Rossi.

La verità è ben altra: per la prima volta, in oltre 20 anni di sedicente e morente Seconda Repubblica, a Viterbo si sta materializzando un fatto nuovo, che potrebbe avere effetti dirompenti. Per la prima volta, una serie di movimenti civici hanno scelto di non delegare tutto ai partiti, che restano elemento essenziale e irrinunciabile delle democrazia. Si sono posti al loro fianco hanno rivendicato spazi, avanzato proposte, chiesto cittadinanza. E hanno ottenuto ciò che volevano. I partiti sono un pezzo di coalizione e nemmeno il più importante. Quindi, la loro capacità di manovra è considerevolmente ridotta.

Bollare questo o quel candidato come l’espressione della nomenclatura Pd + Gigli non solo è falso. E’ fuorviante e interessato. Persegue un preciso scopo: portare acqua al molino della destra-destra di Filippo Rossi.

Il piano potrebbe sembrare ardito, ma il realtà rasenta l’ingenuità. E’ noto che il centrodestra e la destra-destra temono più della peste che alle primarie ''open'' prevalga Leonardo Michelini. Con l’ex presidente della Coldiretti candidato sindaco, Giulio Marini, se sarà lui a (ri)tentare la scalata a Palazzo dei Priori, e Filippo Rossi incontrerebbero ben altre difficoltà rispetto a quante gliene potrebbero creare altri candidati. E allora s’impone lo sputtanamento di Michelini. Presentato come il vecchio che più vecchio non si può. Già, perché solo senza Michelini, con la coalizione guidata (forse) da Marini in stato di decomposizione com’è, la destra-destra potrebbe evitare di rimanere stritolata nello scontro.

Per far passare il messaggio anti Michelini basta fingersi interessati alle sorti del centrosinistra e dintorni, tentare di far credere ai viterbesi che in nome del nuovo è meglio scegliere un altro qualsivoglia candidato, purché perdente alle ''secondarie'', cioè alle comunali. Per costoro e essenziale restringere il campo della contesa al centrodestra, alla destra-destra e, forse, al Movimento 5 Stelle.

Se il piano, nella sua cervelloticità, dovesse riuscire, vedrete che subito dopo il fuoco di fila si sposterà su Marini e quel che resta del centrodestra. E la destra-destra verrà presentata, come peraltro sta già avvenendo, come  salvifica novità. Certe nostalgie sono dure a morire.  



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