ANNO 16 n° 272
''Il candidato sindaco del centrodestra?
Chi prenderà più voti al primo turno''
Ieri la proposta di Scaramuccia durante l'incontro della Destra con Storace
24/12/2012 - 04:00

VITERBO - (roc) La Sala conferenze della Provincia gremita di persone ha accolto ieri sera il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace.

Andrea Scaramuccia e gli altri dirigenti provinciali del partito gli hanno fatto trovare in dote una raccolta di firme per chiedere la riduzione del 50 per cento delle bollette dell’acqua, che da 1° gennaio non sarà più potabile a causa della presenza di alti livelli di arsenico, e la proposta, peraltro anticipata proprio da questo giornale, delle primarie di coalizione del centrodestra per le prossime elezioni comunali.

Per l’esattezza, Scaramuccia, probabilmente valutando la ristrettezza dei tempi, è passato direttamente al piano B: ‘L’investitura popolare derivante dal primo turno – ha detto il segretario provinciale - sarebbe il miglior viatico per scegliere in candidato sindaco al Comune di Viterbo’’. Non vere e proprie primarie, ma certamente una sfida forte a contarsi.

A sentire le parole di Scaramuccia non c’erano ancora il sindaco Marini e Daniele Sabatini, presenti ma arrivati in sala appena in tempo per ascoltare l’intervento di Storace. C’erano però, tra gli altri, Paolo Bianchini, Antonio Fracassini, Mario Lega e il vice sindaco del capoluogo Luigi Maria Buzzi.

La proposta, se accettata dagli alleati, potrebbe influenzare la composizione delle liste nel centrodestra, magari a favore di una sintesi su un’unica lista del Pdl. Già, perché prima Scaramuccia e poi Storace, si sono presentati a Viterbo forti – hanno entrambi sottolineato – di un’adesione sempre più numerosa a La Destra un po’ ovunque. Ed è forse proprio per dimostrarlo che hanno riempito una sala in un pomeriggio di un 23 dicembre.

Storace, che ha annunciato da tempo la sua candidatura a presidente della Regione Lazio, da parte sua ha ribadito a grandi linee il suo programma: interventi su sanità, agricoltura e per abbassare i costi della politica.

Ma sul suo nome è stato possibilista: ‘’Mi candido – ha detto – o sosterrò un candidato, che però dovrà giurare davanti ai nostri elettori che non ci saranno più commissari alla sanità; ed è questa la prima cosa che faremo in Regione’’.

Dopo aver fatto un appello al voto e contro l’estensione, Storace ha poi indicato ai suoi elettori una ‘’nuova rivoluzione sociale’’.

‘’Oggi che la crisi morde e tanti dei nostri connazionali sono perfino costretti a rivolgersi alla Caritas, occorre più che mai dire che prima degli immigrati vanno aiutati gli italiani. Lo si dovrà fare in tutti i servizi, per l’accesso agli asili nido così come per l’assegnazione delle case popolari, perché la nazionalità italiana non è una maledizione. Oggi – ha concluso Storace – è razzista chi è contro gli italiani’’.





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