

VITERBO - (Ale. P) Seimila persone presenti e un incasso che dovrebbe aggirarsi intorno ai 55mila euro. Questi i numeri dell’ultima edizione delle cene in piazza organizzate dal Sodalizio dei facchini di Santa Rosa.
Soddisfatto il presidente del sodalizio Massimo Mecarini, che ha seguito passo passo tutta la manifestazione. ‘’Nonostante la crisi è stato un grande risultato. – ha commentato – Questi dati confermano, oltre al forte legame dei viterbesi con Santa Rosa e i facchini, la straordinaria sensibilità della città verso i più bisognosi’’.
Quattro serate all’insegna della cucina tradizionale, spettacoli, divertimento e soprattutto della solidarietà. Il ricavato, infatti, spese escluse, verrà devoluto come ogni anno alle associazioni benefiche del Viterbese, alle suore di Santa Rosa, a quelle di Santa Giacinta Marescotti e ai frati dei Cappuccini. Quest’anno è previsto un contributo anche per il Centro Studi Santa Rosa, con il quale il sodalizio sta organizzando una mostra d’arte.
Tutte le sere, oltre ai tradizionali piatti preparati dal circolo Giulio Selvaggini di Pianoscarano, i viterbesi hanno potuto gustare una gradita new entry: le trofie alla Amatriciana.
Sul palco, invece, si sono alternati la Barabba’s band, Gli AsoluteFive, i Dejavu, le zumbere della palestra Swiong Brasil e le danzatrici performer del gruppo Quatto Otto dance company di Giovanna Rinaldi.
Durante l’ultima serata, in piazza era presente anche uno stand dell’Unicef con le Pigotte, le bambole di stoffa dell’agenzia delle Nazioni unite, grazie alle quali verrà finanziato l'acquisto di un kit salvavita chiamato ACSD (Accelerated Child Survival and Development) capace di salvare la vita di oltre 396mila bambini in Benin, Repubblica Centrafricana, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Ghana, Guinea Bissau, Senegal e Togo.
Per l’occasione le Pigotte sono state cucite con la divisa dei facchini di Santa Rosa.
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