

di Madamadoré
''Che ti metti a Santa Rosa?''
''Boh, zitta, sto nel panico.''
''Oddio pure io! E se piove? E se fa freddo?''
''Ma che ti dico, mi sa che mi porto un cambio in macchina…''
Conversazione tratta da ''I dialoghi sull’Outfit perfetto per la serata dell’anno''.
Non c’è ragazza viterbese, si spera adolescente, che non abbia manifestato il dubbio amletico alle amiche. Già, perché il 3 settembre è la serata dell’anno, di gran lunga più importante, che so, di Capodanno. E non è ammesso commettere errori perché le foto postate sui social ti perseguiteranno per giorni e se sbagli la scarpa ti maledici e se piove ti viene da piangere. Ho premesso che stiamo parlando di adolescenti, gente che più che alla Santa pensa alla festa dopo il Trasporto. Ah, beata gioventù! Quando ero giovane io, tanti anni fa, mi portavo sempre un cambio. D’altronde non si può stare comodi e allo stesso tempo essere scintillanti, no?
Ma a Santa Rosa non escono solo i ragazzi. Ecco allora un breve Vademecum per essere “al top” il 3 settembre per giovani, meno giovani, gente importante e gente normale, viterbesi e turisti.
SIGNORI – Lo capisco che la tuta è la più bella invenzione dopo la ruota ma non è certo l’occasione adatta. Non sto chiedendo l’abito scuro, bastano un paio di jeans e una camicia purchè non sia: gessata, a righe larghe come la fascia rossa dei facchini, fluo, cangiante, col colletto alto come la Macchina di Santa Rosa o col criss cross. E’ chiedere troppo?
SIGNORE – Ok, Santa Rosa è una grande festa ma non è il matrimonio del vostro primogenito. Non c’è bisogno di andare di corsa in banca a prendere la parure della nonna e non c’è neanche bisogno di truccarsi come zia Assunta de “La Tata”. Sobrietà signore, che poi è l’anticamera dell’eleganza. Coco Chanel diceva: “Prima di uscire, guardati allo specchio e togli qualcosa”. Fa differenza, è ovvio, se Fiore del Cielo la si vede sfilare per strada o dal terrazzo di casa. Per chi è tra la folla, in tribuna, sulla sedia, o in piedi, si consiglia un pantalone fresco, di jersey magari, con sopra una maglia o una camicia, borsa rigorosamente a tracolla e abbastanza grande da contenere un golfetto.
AUTORITA’ – Nuova amministrazione prima sfilata. Attente assessore e consigliere, i più maligni, tipo me, vi guarderanno bene, da cima a fondo. Evitate i colori sgargianti e le fantasie troppo chiassose, un bel tailleur monocolore o un grazioso vestito al ginocchio vi potrebbe salvare la faccia. Sì al blu e al verde bottiglia, no al nero funereo, il rosso lasciatelo ai facchini. E sorridete. Dei gentlemen preferisco non scrivere niente. Ci mancherebbe che non indossassero l’abito!
SCARPE – Le scarpe meritano un capitolo a parte. Devono essere comode, per carità, il san pietrino non perdona. Ma per comode non si intende né il sandalo Birkenstock né la sneaker usurata anni ’90, signore e signori di una certa età vi prego!
Piccola postilla che non vi piacerà: E’ possibile quest’anno evitare di mascherare i bambini da 0 a 10 anni da facchini? Non è Carnevale e soprattutto, considerando gli ultimi anni, potrebbe fare un caldo asfissiante: lasciateli respirare.
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