

di SDA

TREVIGNANO ROMANO - Grazie alle sue denunce, Luigi Avella, ex funzionario ministeriale in pensione, ha contribuito a sollevare il velo di mistero sulla presunta veggente di Trevignano, Gisella Cardia, attualmente sotto inchiesta per truffa. La situazione, tuttavia, ha preso una piega inaspettata: tra coloro che lo accusano c’è ora anche la Diocesi di Civita Castellana, che ha deciso di citare Avella in giudizio per diffamazione.
Avella, il quale ha pubblicamente denunciato di essere stato ingannato da Cardia, cui aveva donato una somma di 123mila euro, si è ritrovato così al centro di una nuova disputa. Il vescovo Marco Salvi, che già a marzo aveva firmato un decreto che dichiarava non soprannaturale l’origine dei cosiddetti miracoli attribuiti alla veggente, ha ora deciso di intraprendere azioni legali contro Avella.
La storia ha suscitato grande interesse: la presunta capacità della veggente di compiere miracoli, come la moltiplicazione di gnocchi e pizza, e le ingenti somme di denaro raccolte, sono elementi che hanno attirato l’attenzione delle autorità, portando la vicenda sotto i riflettori mediatici.
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