


TREVIGNANO ROMANO - Una pandemia che incomberà dopo il travaglio del Covid: questo il presagio sinistro di una figura setacciata in ogni azzardo da tutte le cronache, Gisella Cardia. La chiamata del culto di cui è unica rappresentante la vede ancora protagonista con un vaticinio da oracolo delfico, ovvero l’annuncio di un’“emergenza sanitaria”. La boutade è stata ufficializzata sabato 25 maggio, in un mese già intorbidito da avvertimenti ai seguaci e non.
Pronta è stata l’attribuzione del messaggio alla figura della Madonna di Trevignano. La Vergine Maria, come ricorda il nostro Pontefice, non è il capo di un ufficio telegrafico che “ogni giorno invia un messaggio”, bensì l’incarnazione della protezione e della purezza fuori e dentro la Natività. In un mondo che relega erroneamente il sacro, spesso inesprimibile a parole, ad aspetti stigmatizzati e fantastici, fenomeni come quello dei rosari della Cardia appaiono sempre più ineludibili, in una generale barricata ai danni delle istituzioni.
Il quadro della rischiosa dichiarazione è completato da un appuntamento con la veggente fissato per il 3 giugno, nel terreno di Via Campo della Rose: sarà imbastito un momento di raccoglimento del tutto irregolare, velatamente annunciato nel messaggio - mirato a colpire i ministri della Chiesa - dello scorso 13 maggio.
“Si lasceranno trasportare dalle falsità” è l’invettiva con cui la Cardia ha presentato l’ultima delle sue uscite, già apertamente condannate dal Vescovo di Civita Castellana Marco Salvi. I fedeli, quelli autentici, riusciranno a utilizzare il proprio arbitrio, in ossequio al principio cristiano di scelta consapevole? Sperando che non vi siano dilemmi e che si opti per il giusto, i riflettori sono fissi sul caso-Cardia, la punta dell’iceberg dell’umana debolezza.
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