ANNO 16 n° 271
Madonna di Trevignano, non si pesano le parole: Gisella Cardia di nuovo accentratrice
La veggente teme la scomunica

TREVIGNANO ROMANO - Dopo l’intervento del vescovo di Civita Castellana Marco Salvi, l’escalation di avvisaglie cresce in Gisella Cardia: la veggente potrebbe essere scomunicata dalla Chiesa, ma, forse in virtù del suo mestiere oracolare, ancora una volta ha precorso i tempi e l’iter dell’interdizione. Questa strada non è stata per il momento valutata, ma il Prefetto del Dicastero della Dottrina della Fede ha ricordato che il passaggio potrebbe essere dirimente. In sostanza, se la situazione si dovesse aggravare, l’ipotesi non sarebbe tanto peregrina, in modo da difendere l’autentico credo cattolico.

Non è tutto: la Cardia ha contestato anche l’operato dei giornalisti, notoriamente in prima linea per il racconto della verità. Nel pot pourri di situazioni-limite intorno alla sua figura, spicca certamente l’accompagno da parte dei bodyguard e l’arrivo nel luogo di raccoglimento con due jeep dai vetri scuri. Necessaria è stata però la presenza di Carabinieri e Polizia di Stato e municipale, sul posto per monitorare l’insorgere di eventuali disordini.

Intorno alle 14,15 di lunedì 3 giugno la veggente ha fatto il suo ingresso nel terreno di Via Campo delle Rose, recitando le sue preghiere fino a giungere al culmine: attraverso la “Consacrazione a Gesù per le mani di Maria”, ha invitato i presenti – una trentina - a “rinunciare a Satana” attraverso gli impegni presi con il battesimo.

Una rivisitazione arbitraria dei dogmi, che però è costata tempo e denaro a molteplici seguaci. Il rituale del rosario, organizzato ogni 3 del mese, vede tra una decina e l’altra la stessa Cardia porsi in ascolto della sua presunta e consueta apparizione. Lunedì ha segnato su un quaderno le parole attribuite alla Madonna di Trevignano, inginocchiandosi e rivolgendo gli occhi al cielo con quattro testimoni attorno. Il marito Gianni si è detto affranto da quest’ultima formalità: negli incontri precedenti, la veggente leggeva un foglietto ai fedeli, ma si poteva supporre che fosse stata pagata o che qualcuno le avesse preparato il testo.

“In questo anno e mezzo si sono dette tante falsità su di noi e su di me in particolare”: da queste parole emerge l’interesse della Cardia per la creazione di una comunità. Comunità è però esaltazione dell’insieme, non decreto del singolo fedele: vederci chiaro è un diritto di tutti e la nostra Chiesa si sta attivando per dargli voce.

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