ANNO 16 n° 271
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''Madonna di Trevignano, non c'è nulla di sovrannaturale''
Il vescovo Salvi al termine dei lavori della commissione d'esperti ''stronca'' la presunta veggente Gisella Cardia

CIVITA CASTELLANA - ''Nelle presunte apparizioni e rivelazioni della Madonna di Trevignano non c'è nulla di sovrannaturale''. E' la conclusione a cui è giunto il vescovo di Civita Castellana, Marco Salvi, al termine del lavoro della commissione formata da un mariologo, un teologo, un canonista, uno psicologo.

''Il vescovo di Civita Castellana, Monsignor Marco Salvi, in qualità di ordinario e pastore di questa diocesi – si legge nella nota della Diocesi -, avente il compito di giudicare e di regolare tutto quanto appartiene al culto e all’apostolato (LG 27), nella fattispecie sulle presunte apparizioni e rivelazioni riferitesi al suo territorio, dopo un congruo periodo di attento discernimento, ascoltate le testimonianze provenienti dal territorio e avvalendosi di una commissione di esperti, formata da un mariologo, un teologo, un canonista, uno psicologo e della consulenza esterna di alcuni specialisti, considerata la figura di Maria nella tradizione della chiesa e nella viva fede del popolo di Dio, dopo fervida preghiera decreta la non soprannaturalità dei fatti in questione (Constat de non supernaturalitate)''.

Il vescovo Salvi pertanto impone ''ai sacerdoti il divieto: di celebrare i sacramenti o guidare atti di pietà popolare in modo tale da connettere entrambi, in modo diretto e indiretto, con gli eventi di Trevignano Romano, sia nei terreni di proprietà dell'Associazione 'Madonna di Trevignano ETS' che in altri luoghi privati, pubblici ed ecclesiali; di recarsi nel luogo dell'apparizione alimentando nei fedeli l'idea che vi sia un qualche riconoscimento ecclesiale''

A Gisella Cardia (all'anagrafe Maria Giuseppa Scarpulla) e Gianni Cardia e a tutti i soggetti a vario titolo coinvolti negli eventi di Trevignano, il vescovo impone ''il rispetto e l'adesione alle decisioni del Vescovo diocesano, nonché la disponibilità a compiere un percorso di purificazione e discernimento che promuova e mantenga l'unità ecclesiale''.

Monsignor Salvi chiarisce che ''il titolo 'Madonna di Trevignano' non ha alcun valore ecclesiale e non può essere usato come se lo avesse, anche in ambito civile''

Avverte ''i fedeli circa l'obbligo disciplinare e spirituale derivante dal pronunciamento ecclesiale di astenersi dall'organizzare e/o partecipare ad incontri privati e/o pubblici (siano essi di preghiera e/o di catechesi) che diano per certa e indubitabile la verità sovrannaturale degli eventi di Trevignano o che siano atti a fare pressione sul vescovo diocesano per modificare le proprie legittime decisioni sugli eventi stessi''.

In conclusione il vescovo'ricorda a tutti ''che la comunione di amore con la Beata Vergine Maria, Madre del Signore e della Chiesa, viene nutrita a partire dalla Parola di Dio e dalla liturgia della Chiesa, che sono il vero e reale luogo d'incontro quotidiano con Colei che ci viene donata dalla Trinità quale segno di consolazione e di sicura spera''.

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