


VITERBO - Ci sono tradizioni che, a volte, restano troppo confinate nel territorio, in ombra. Per contribuire a farle uscire, ora sono in 'Ombre'. La tradizione è quella dell'antica lavorazione a zaffera e adesso – grazie ai piatti realizzati da Cinzia Chiulli – è nota anche agli ospiti del festival culturale organizzato dall'Associazione delle ombre, presieduta da Alessandro Maurizi, che dedica una sezione speciale agli 800 anni dalla morte di San Francesco d'Assisi.
Chiulli, ceramista di grande esperienza, titolare del laboratorio Percorsi artistici, è presidente dell'Unione Cna Artistico e Tradizionale di Viterbo e Civitavecchia. I suoi lavori vengono consegnati a quanti in questi giorni stanno salendo sui palchi di Ombre festival. Ognuno è un'opera unica e personalizzata.
Il conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani, il poeta Davide Rondoni, il ministro Matteo Piantedosi, i giornalisti Federica Angeli e Mario Giordano, il magistrato Nicola Gratteri: sono alcuni di quanti hanno già ricevuto o stanno per ricevere le opere di Cinzia Chiulli, direttamente dalle sue mani sul palco. 'Quella con Ombre – dice la ceramista – è una collaborazione nata da tempo, che va avanti fin dalla sua prima edizione. È un modo per far conoscere la tecnica della lavorazione a zaffera, decoro del'antica nobiltà viterbese, anche al di fuori del nostro territorio'.
Qualche esempio delle personalizzazioni. Per il ministro Piantedosi, Chiulli ha pensato a una raffigurazione più istituzionale, ovvero la loggia del palazzo dei Papi dove, in linea con il festival, sono stati inseriti anche gli elementi del logo celebrativo degli 800 anni dalla morte di San Francesco. Poi c'è la figura del gatto, 'l'animale che si muove e vede nel buio – si legge nella descrizione sul retro dell'opera – collegata a Raniero Gatti, capitano del popolo che dal 1246 esercitava la giustizia'. Scelta diversa per Federica Angeli, che da 13 anni vive sotto scorta in seguito alle minacce di morte ricevute per via delle sue indagini sulle attività mafiose nel litorale romano. Per lei, Chiulli ha scelto il leone, simbolo non solo di Viterbo ma anche della forza e del coraggio dimostrati dalla giornalista.
'Ne è rimasta molto colpita – conclude Chiulli – e ha voluto subito approfondire la storia della lavorazione a zaffera. Queste opere resteranno legate all'iniziativa e rappresentano un modo per far conoscere un pezzo di storia della città'.