


VITERBO – Sicurezza, immigrazione, demografia e futuro dell'Europa. Sono stati questi i temi affrontati da Stefano Bonaccini, ospite ieri sera di Ombre Festival nel cortile di Palazzo dei Priori, durante un incontro moderato dalla consigliera comunale Alessandra Troncarelli al quale ha preso parte anche il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Enrico Panunzi.

Ad aprire il confronto è stato proprio Panunzi, che ha richiamato il valore della politica di prossimità: “Una persona eletta non deve mai perdere il contatto con la gente. Bisogna essere presenti, non bisogna negarsi, bisogna ascoltare, in un periodo in cui si ascolta poco”, spiegando cosi come il rapporto diretto con i cittadini rappresenti la base di ogni buona amministrazione.
Spazio anche a uno dei temi più discussi del momento del viterbese, quello della remigrazione. Bonaccini ha definito questa proposta una risposta ideologica che, a suo giudizio, non affronta i reali problemi del Paese, invitando invece a guardare ai dati che raccontano il progressivo calo demografico e la crescente difficoltà delle imprese nel reperire lavoratori.
'La sicurezza non si garantisce solo con la repressione'
L'europarlamentare del Partito Democratico ha affrontato anche il tema della sicurezza, sostenendo che il principio debba essere semplice: “Chi sbaglia paga”, senza distinzioni legate alla nazionalità, alla religione o al colore della pelle.
Secondo Bonaccini, però, aumentare pene e reati non basta, o per lo meno, non è la strada giusta. Accanto alla repressione, ha spiegato, servono anche prevenzione e integrazione, oltre a maggiori investimenti nelle forze dell'ordine, sia sul fronte degli organici sia su quello degli stipendi. Una riflessione accompagnata dalla critica a quella che ha definito una politica più orientata alla propaganda che alla ricerca di soluzioni concrete.

Demografia e lavoro
Gran parte dell'intervento è ruotata attorno ai cambiamenti demografici che stanno interessando l'Italia. Bonaccini ha ricordato come il Paese sia passato da circa un milione di nuovi nati alla fine degli anni Sessanta a meno di 360 mila negli ultimi anni, sottolineando che il problema non riguarda soltanto i numeri, ma anche la tenuta futura del sistema economico e del welfare.
Da qui la critica alla remigrazione, che secondo l'ex presidente dell'Emilia-Romagna non può rappresentare una risposta a un mercato del lavoro che già oggi fatica a trovare personale in numerosi settori. La proposta avanzata è quella di una gestione programmata dei flussi migratori, accompagnata da accordi con i Paesi d'origine per formare lavoratori in base alle esigenze produttive.
Lo sguardo all'Europa
Un ultimo sguardo anche al ruolo dell'Unione Europea, ricordando come il progetto europeo abbia garantito decenni di pace e continui a rappresentare uno spazio di tutela dei diritti e delle libertà. Allo stesso tempo, ha evidenziato la necessità di rendere l'Europa più rapida nelle decisioni, superando quei meccanismi che oggi, a suo avviso, ne rallentano l'azione.
L'incontro si è concluso con un confronto tra Bonaccini, Panunzi e il pubblico presente, nell'ambito del programma di Ombre Festival dedicato ai grandi temi dell'attualità, tra sicurezza, immigrazione, istituzioni e futuro dell'Europa.
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