ANNO 16 n° 205
Ombre Festival, 'La Tuscia che costruisce il futuro': turismo, imprese, cultura e giovani al centro del dibattito
A Palazzo dei Priori confronto tra la sindaca Chiara Frontini, Domenico Merlani, Andrea Belli e Sergio Saggini. Focus su sviluppo economico, rigenerazione urbana, candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033 e opportunità per le nuove generazioni
Francesco
24/07/2026 - 01:27
di Francesco Maria Ricci

VITERBO – Quale futuro per la Tuscia? Quali strategie per valorizzarne il patrimonio, sostenere le imprese e offrire nuove opportunità ai giovani? Sono stati questi i temi al centro dell'incontro 'La Tuscia che costruisce il futuro', ospitato nel Cortile di Palazzo dei Priori nell'ambito dell'Ombre Festival.

A moderare il dibattito è stata Cristina Pallotta, che ha aperto la serata spiegando l'obiettivo dell'incontro: analizzare il territorio a 360 gradi, mettendone in luce punti di forza, criticità e prospettive di sviluppo.

Al tavolo dei relatori la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, il presidente della Camera di Commercio Rieti-Viterbo Domenico Merlani, il presidente di Ance Viterbo Sergio Saggini e il presidente di Unindustria Viterbo Andrea Belli.

Turismo, imprese e qualità della vita: le potenzialità della Tuscia

Nel corso del confronto è emersa l'immagine di un territorio ricco di risorse ma chiamato ad affrontare importanti sfide.

Per Domenico Merlani, la Tuscia sta vivendo una crescita significativa nel turismo, nell'export e nell'agroalimentare, con il distretto ceramico di Civita Castellana tra le principali eccellenze produttive. Restano però criticità come il basso valore aggiunto dell'economia locale, il calo demografico e la necessità di creare occasioni per trattenere i giovani.

Andrea Belli ha evidenziato la solidità del tessuto imprenditoriale della provincia, sottolineando come la qualità della vita, la posizione geografica e il rapporto tra università e imprese rappresentino fattori strategici per lo sviluppo. Secondo il presidente di Unindustria Viterbo è però necessario promuovere meglio il territorio e valorizzarne le eccellenze.

Per Sergio Saggini, tra le priorità c'è il rilancio del centro storico e il contrasto allo spopolamento. «Dobbiamo smettere di raccontare ai giovani che qui non c'è futuro e valorizzare le opportunità che il territorio offre», ha affermato.

La sindaca Chiara Frontini ha invece indicato nella posizione strategica tra Roma, Umbria e Toscana, nel turismo lento, nel patrimonio storico e ambientale e nell'Università della Tuscia gli elementi su cui costruire il futuro della città.

Meno burocrazia e più investimenti

Uno dei temi più approfonditi ha riguardato il rapporto tra amministrazioni pubbliche e imprese.

Saggini ha sostenuto che il Comune può svolgere un ruolo decisivo attraverso una visione politica chiara, favorendo la rigenerazione urbana, il partenariato pubblico-privato e il recupero del centro storico.

Belli ha invece individuato nella burocrazia uno dei principali ostacoli agli investimenti. «Le imprese hanno bisogno di procedure semplici e tempi certi. Se le autorizzazioni si allungano troppo, gli investitori scelgono altri territori», ha spiegato, citando il Consorzio Unico Industriale del Lazio come uno strumento utile per semplificare i percorsi autorizzativi.

Cultura e candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033

Ampio spazio è stato dedicato anche alla cultura come motore di sviluppo economico.

Merlani ha definito la cultura «un grande moltiplicatore di economia», evidenziando come il turismo esperienziale generi ricadute concrete su ricettività, ristorazione e servizi.

Per Frontini, invece, la candidatura di Viterbo Tuscia a Capitale Europea della Cultura 2033 rappresenta una straordinaria occasione per accrescere la visibilità del territorio, attrarre investimenti, migliorare le infrastrutture e riqualificare il centro storico, rafforzando anche l'offerta ricettiva.

Il messaggio ai giovani: partire per crescere e tornare

L'ultima parte del confronto è stata dedicata alle nuove generazioni.

Tutti i relatori hanno condiviso un messaggio comune: fare esperienze fuori dal territorio è importante, ma il valore aggiunto consiste nel riportare competenze e professionalità nella Tuscia.

Belli ha invitato i giovani a studiare, conoscere le lingue e confrontarsi con realtà internazionali. Saggini ha raccontato la propria esperienza personale di ritorno a Viterbo dopo gli studi e il lavoro fuori città, evidenziando anche la necessità di rafforzare il dialogo tra università e imprese.

Merlani ha ribadito la fiducia nelle nuove generazioni, mentre Frontini ha sottolineato come qualità della vita, identità e senso di appartenenza possano rappresentare elementi decisivi per convincere molti giovani a scegliere di tornare.

La Tuscia del futuro in sei parole

In chiusura Cristina Pallotta ha chiesto ai relatori di descrivere la Tuscia di oggi e quella di domani con tre parole.

Per Sergio Saggini oggi è «sottovalutata, vivibile e accogliente», mentre tra dieci anni dovrà essere «più sostenibile, culturale e in crescita».

Andrea Belli la definisce «bella, radicata e ricca di potenzialità», immaginandola «attrattiva, innovativa e competitiva».

Per Domenico Merlani la Tuscia è «autentica, resiliente e sfidante» e dovrà diventare «europea, attrattiva e sostenibile».

La sindaca Chiara Frontini la descrive oggi come «genuina, viva e in movimento», con l'ambizione di vederla tra dieci anni «capitale, dinamica e unita».

Il dibattito si è concluso con una convinzione condivisa: il futuro della Tuscia passa dalla collaborazione tra istituzioni, imprese, università e cittadini, attraverso investimenti, innovazione, cultura e una visione comune capace di trasformare le potenzialità del territorio in sviluppo concreto.





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