


VITERBO – Un romanzo che riparte da dove tutto era iniziato, ma che continua a usare il giallo per raccontare una delle pagine meno conosciute della storia italiana. È questo il cuore del nuovo libro 'Il diavolo nel palazzo' di Alessandro Maurizi, fondatore di Ombre Festival e membro della Polizia di Stato, presentato nella cornice di Piazza del Gesù, insieme all'ex magistrato Luigi De Magistris.

Il volume rappresenta il seguito de “Gli Invisibili di San Zeno”, riportando il lettore nella Verona del 1880. Tornano così il procuratore legale Federico Gioli e gli altri protagonisti del primo capitolo, chiamati a risolvere un nuovo caso che intreccia personaggi di fantasia e fatti realmente accaduti.
Un giallo per raccontare la storia
'Il mio è un giallo storico, ma soprattutto un'analisi di quello che è accaduto dopo l'Unità d'Italia', ha spiegato Maurizi.
L'autore ha raccontato come l'idea del romanzo sia nata dal ritrovamento di un opuscolo del 1882 scritto proprio da Federico Gioli, magistrato realmente esistito. Da quella scoperta è iniziato un lavoro di ricerca su un periodo spesso poco approfondito, quello compreso tra l'Unità d'Italia e la Prima guerra mondiale.
'Sono anni fondamentali per capire il Paese di oggi. L'Italia era appena nata, ma era ancora profondamente fragile e divisa.'
Tra i temi affrontati nel libro anche quello dell'emigrazione italiana di fine Ottocento, che secondo Maurizzi rappresenta una pagina ancora poco conosciuta della nostra storia.
Il dialogo con De Magistris
A dialogare con l'autore è stato Luigi De Magistris, attribuendo al romanzo il merito di non limitarsi a raccontare un'indagine, ma diventi uno strumento per riflettere sul rapporto tra verità, giustizia e potere.
'Il nostro Paese dovrebbe conoscere meglio la propria storia' ha osservato l'ex magistrato. 'Solo comprendendo ciò che è accaduto dopo l'Unità d'Italia possiamo capire davvero le fondamenta della nostra democrazia.'

Il ruolo della Polizia e delle donne
Durante l'incontro si è parlato anche dell'evoluzione delle forze dell'ordine, tema che attraversa il romanzo.
Maurizi ha ricordato come, nell'Italia post-unitaria, il reclutamento degli agenti rispondesse a logiche molto diverse rispetto a quelle odierne, mentre un altro passaggio è stato dedicato al ruolo femminile, rappresentato nel libro dal personaggio di Ginevra, una giovane decisa a diventare medico in un'epoca in cui quella professione era quasi esclusivamente maschile.
L'autore ha quindi ripercorso anche la propria esperienza in Polizia, ricordando le difficoltà incontrate dalle prime donne entrate nel Corpo.
'La sicurezza non è né di destra né di sinistra. È un valore che appartiene a tutti.'
Con una conversazione che ha alternato letteratura, ricerca storica e riflessioni sull'attualità, la presentazione del nuovo romanzo di Alessandro Maurizi ha confermato ancora una volta la cifra di Ombre Festival: usare i libri come occasione per leggere il presente attraverso le storie del passato.
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