ANNO 16 n° 202
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Dal caso Bologna all'immigrazione: Matteo Piantedosi protagonista a Ombre Festival
Il ministro dell'Interno risponde alle polemiche sulle forze dell'ordine e traccia il bilancio delle politiche sulla sicurezza

VITERBO – Dai fatti di Bologna alle politiche sulla sicurezza, passando per immigrazione, lotta alla criminalità e riqualificazione delle periferie. Sono stati questi i temi al centro dell'incontro che ha visto protagonista il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, ospite di Ombre Festival. A moderare il confronto è stata la giornalista di Repubblica Federica Angeli, affiancata dagli interventi del segretario generale del SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) Felice Romano e della vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna.

Bologna, Piantedosi: 'Serve rispetto per il dolore e fiducia nella magistratura'

L'incontro si è aperto inevitabilmente con un riferimento ai fatti di Bologna, dove un uomo è morto durante un intervento delle forze dell'ordine. Piantedosi ha invitato a non trasformare una tragedia in un processo mediatico, ricordando come il primo pensiero debba andare alla vittima e alla sua famiglia.

«Quando una persona perde la vita mentre è nelle mani dello Stato è sempre un fatto tragico che ci deve interrogare. Il primo dovere è quello del cordoglio e del rispetto del dolore, evitando strumentalizzazioni».

Il ministro ha quindi ribadito la piena fiducia nell'operato della Procura di Bologna, chiamata a ricostruire con precisione quanto accaduto grazie anche all'ampia documentazione video disponibile.

Un passaggio è stato dedicato anche alle bodycam utilizzate dagli operatori: «Molti agenti hanno scelto di dotarsene spontaneamente, ancora prima della distribuzione ufficiale, proprio per documentare il proprio operato. È la dimostrazione della volontà di lavorare nella massima trasparenza».

'Nessuno scudo penale'

Piantedosi ha poi chiarito uno dei temi più discussi degli ultimi giorni, quello relativo al cosiddetto 'scudo penale'.

«Non esiste alcuna immunità per le forze di polizia. La norma introdotta dal Governo prevede semplicemente una diversa iscrizione nei casi in cui emerga fin da subito una possibile causa di giustificazione. Le indagini della magistratura proseguono comunque in modo completo e approfondito».

Il ministro ha quindi invitato ad attendere gli esiti delle indagini, sottolineando come la presunzione d'innocenza debba valere anche per gli appartenenti alle forze dell'ordine.

Romano: 'Un'aggressione ogni tre ore'

Sul palco è intervenuto anche Felice Romano, segretario generale del SIULP, che ha posto l'attenzione sul rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

«Il cittadino ha il diritto di esprimere dubbi e critiche. Diverso è il ruolo delle istituzioni, che devono mantenere equilibrio e responsabilità, evitando di alimentare tensioni che rischiano di compromettere il rapporto di fiducia tra lo Stato e i cittadini».

Romano ha ricordato come gli operatori di polizia siano quotidianamente esposti a situazioni di rischio.

«In Italia un appartenente alle forze di polizia viene aggredito mediamente ogni tre ore durante le attività di controllo del territorio».

Riferendosi alla vicenda di Bologna, ha invitato ad attendere l'esito degli accertamenti della Procura, ricordando che gli agenti erano intervenuti su richiesta dei cittadini e che uno dei due operatori ha riportato anche lesioni durante l'intervento.

Il segretario del SIULP ha poi evidenziato la necessità di investire maggiormente sul personale.

«Entro il 2030 nella sola Polizia di Stato andranno in pensione circa 40 mila degli attuali 90 mila operatori. È fondamentale continuare ad assumere e rafforzare gli organici, perché la sicurezza non significa soltanto repressione, ma anche prevenzione e presenza costante sul territorio».

Dalle periferie a Caivano: 'La sicurezza passa anche dalla riqualificazione'

Nel corso dell'incontro Piantedosi ha allargato il ragionamento alle politiche messe in campo dal Governo per la sicurezza urbana, prendendo come esempio il modello Caivano.

«La sicurezza non può essere affidata esclusivamente alle forze dell'ordine. Servono interventi di riqualificazione urbana, sociale e culturale che restituiscano ai cittadini i propri quartieri».

Il ministro ha ricordato gli investimenti destinati alle periferie, ai sistemi di videosorveglianza e alle attività sportive rivolte ai giovani, strumenti che, insieme alla presenza dello Stato, rappresentano un presidio di legalità.

Immigrazione: 'Ridotti gli sbarchi senza rinunciare all'umanità'

Ampio spazio anche al tema migratorio. Piantedosi ha rivendicato il lavoro svolto dal Governo sul fronte del contrasto all'immigrazione irregolare e delle organizzazioni criminali che gestiscono i traffici di esseri umani.

«Abbiamo ridotto in maniera significativa gli arrivi irregolari lavorando nei Paesi di origine e di transito, senza mai rinunciare ai principi di umanità e di accoglienza previsti dal diritto internazionale. L'obiettivo è combattere i trafficanti e governare i flussi migratori, non lasciare che siano le organizzazioni criminali a farlo».

Il riconoscimento della città

Al termine dell'incontro, la città di Viterbo ha voluto omaggiare il ministro Matteo Piantedosi con una ceramica in zaffera, simbolo della tradizione artistica del territorio, consegnata come segno di riconoscimento e ringraziamento per la sua partecipazione alla manifestazione.




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