

VITERBO – Ombre Festival porta durante la sua terz’ultima serata a Viterbo Filippo Roma, giornalista d’inchiesta de Le Iene, che da oltre vent’anni racconta storie, conduce inchieste e porta alla luce verità che altrimenti, troppo spesso, rimarrebbero nell’ombra.

Da cornice per questo incontro è stato ancora una volta il cortile di Palazzo dei Priori, dove Filippo ha raccontato ai presenti il dietro le quinte delle telecamere, delle indagini, delle difficoltà e del coraggio necessario per essere una Iena, moderato da Michele Trotta.
Cosa fa oggi un giornalista d’inchiesta?
Al centro dell'incontro il ruolo del giornalismo d'inchiesta e il rapporto con il potere. “La forza del nostro programma – ha spiegato Roma – è andare a fare quelle domande che i cittadini vorrebbero porre ai potenti. A volte mi vergogno anche un po', ma metto da parte la mia dignità perché sento di rappresentare le persone e di fare qualcosa di importante per loro”.
Un lavoro che non ha mai avuto una connotazione politica. “Non mi sono mai sentito un grillino. Il nostro obiettivo è sempre stato raccontare la realtà e dare ai cittadini gli strumenti per capire chi li governa”.
Come nascono le Iene?
Ampio spazio anche alla storia de Le Iene, programma che nel 1997 rischiò la chiusura per i bassi ascolti, salvo poi diventare un cult della televisione italiana grazie alla scelta di puntare sulle inchieste. Decisivo, ha ricordato Roma, fu uno storico servizio di Marco Berry, che fece scalpore al tempo, essendo qualcosa di completamente diverso dal solito “la storia nasce da un ladro che cercò di vendere un motorino rubato, al posto dei carabinieri ci presentammo noi, e le scene che seguirono furono esilaranti, lui scappò noi riperdemmo tutto, un successo”.
Il giornalista ha poi raccontato il suo ingresso nel programma nel 2004. All'epoca aveva un posto fisso, un figlio piccolo e una seconda figlia in arrivo. Fu l'amico e collega Alessandro Sortino a mostrargli una possibilità inattesa. “Mi chiamò dicendomi che un mio filmato era perfetto per Le Iene. Dopo due giorni mi dissero di iniziare subito. Ho lasciato tutto e non me ne sono mai pentito”.
Nel finale il momento più toccante, dedicato al ricordo di Nadia Toffa. Roma ha raccontato gli ultimi mesi trascorsi accanto alla collega, che continuò a lavorare nonostante la malattia. “Affrontò tutto con un coraggio incredibile. Nell'ultima puntata ci disse soltanto: 'Fatemi divertire'. È un ricordo che ancora oggi mi porto dentro”. Un racconto accolto dal lungo applauso del pubblico presente nel cortile di Palazzo dei Priori, che concluse cosi la terzultima serata di questa edizione di Ombre festival.