



VITERBO – Un ticket per assistere al trasporto di Santa Rosa. Un modo per rimpinguare le casse comunali visti i costi e la situazione economica attuale. Fondi che permetterebbero anche di potenziare le altre manifestazioni che si alternano durante tutto l'anno.
Riguardo l'idea della vendita di biglietti per assistere al trasporto, è fermamente contrario il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini. “Sarebbe sbagliato per due ragioni. – spiega il presidente – Dal punto di vista religioso non si può far pagare un ticket per assistere al trasporto della santa. Non si tratta di uno spettacolo, ma di un rito. E' un patrimonio della comunità che si deve impegnare a salvaguardare le tradizioni.”
“Come secondo motivo bisogna ricordarsi che il trasporto della macchina di Santa Rosa è riconosciuto come bene immateriale dall'UNESCO da 11 anni e si violerebbero i principi del riconoscimento”
“Nessuna delle altre manifestazioni della rete delle grandi macchine a spalla ha reso la visione del trasporto a pagamento tramite ticket. - continua Mecarini – Se proprio bisogna ragionare in termini economici si potrebbe prendere spunto da Nola.”
Per reperire fondi e coprire parte delle spese per la realizzazione della “Festa dei Gigli di Nola”, nei mesi precedenti l'evento, i cittadini partecipano alla questua. Tramite queste donazioni spontanee, l'amministrazione alleggerisce il dispendio per l'organizzazione del trasporto tradizionale dei Gigli.
La Macchina di Santa Rosa insieme ai Gigli di Nola, la Varia di Palmi e la Faradda dei Candelieri di Sassari sono stati riconosciuti come “Patrimonio immateriale dell'Umanità” nel 2013, dall'UNESCO.
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