ANNO 16 n° 169
Alberto Mezzetti e Dies Natalis: un legame tra storia, fede e innovazione
Santa Rosa nel sangue e nel cuore: “Mia nonna conosce Ascenzi da sempre, alla medie portai la tesina su Santa Rosa”

VITERBO - Il rapporto profondo tra Alberto Mezzetti e l'architetto Raffaele Ascenzi, creatore della monumentale Macchina di Santa Rosa 'Dies Natalis', ha gettato le basi per un progetto che unisce tradizione e innovazione. È proprio Mezzetti, insieme a due ragazze, ad aver prestato il proprio volto per la realizzazione di un piangente nella Macchina, contribuendo a renderla più realistica e coinvolgente.

'Mia nonna ha visto crescere Raffaele, e spesso partivano insieme per Lourdes con i treni bianchi, lei per 50 anni, lui per 10, impegnati nelle missioni di volontariato. Non ero ancora nato, ma col tempo Raffaele è diventato parte della mia famiglia', racconta Mezzetti, ricordando con affetto le origini del legame che unisce i suoi cari all'architetto.

La scelta di Mezzetti come modello per uno dei volti della Macchina non è stata casuale, ma frutto di una riflessione attenta. 'Raffaele ha visto in me una figura che rispecchiava la sua visione, e sono onorato di questo. Tuttavia, non è necessario essere raffigurati sulla Macchina per sentirsi partecipi della festività di Santa Rosa. La sacralità è sempre presente', ha commentato con umiltà. 

Devoto alla patrona fin dalla giovane età, Mezzetti ha nutrito un amore profondo per Santa Rosa, sin da quando scrisse una tesina sulla santa per l'esame di terza media. Questo legame si è rafforzato nel tempo, in particolare durante i dieci anni in cui ha gestito un’attività commerciale in via Santa Rosa, sentendosi parte integrante della comunità viterbese che si unisce ogni 3 settembre per celebrare la patrona.

Sull'opera di Ascenzi, Mezzetti si esprime con entusiasmo: 'La novità fa sempre bene, e questa nuova Macchina sembra essere la più bella tra quelle realizzate da Raffaele. È il risultato di anni di lavoro e creatività, e anche lui ne è entusiasta'.

La Dies Natalis è una Macchina dalle lavorazioni 'multimediali', come spiega Mezzetti. 'Il mio volto è stato creato tramite una pistola 3D che ha riprodotto con esattezza il mio corpo. Dopo 20 minuti di scansione laser, la mia immagine è stata trasferita in un monitor e poi in una macchina che ha modellato il polistirolo seguendo l'immagine. È stato come prestare il mio volto per un quadro'.

Il volto di Mezzetti è stato collocato in un'immagine sacra della Macchina, dove gli angeli sono in preghiera attorno a Santa Rosa, giacente al centro della scena. 'Il mio volto è riconoscibile anche grazie ai miei lunghi capelli', spiega.

Riguardo all'emozione di essere rappresentato su un'opera così cara alla città, Mezzetti afferma: 'Provo massimo rispetto e onore. Non c'è esultanza, ma solo gratitudine verso Santa Rosa, che ci concede questo privilegio senza fatica, a differenza dei facchini'.

Guardando al futuro, Mezzetti si dice fiducioso per la Santa Rosa del 2024: 'Sarà la ricostruzione completa della Santa Rosa che conosciamo, un segnale di fine del brutto periodo della pandemia e l'inizio di una nuova era'.

Infine, Mezzetti spera che la 'nuova generazione multimediale' possa avvicinarsi ai festeggiamenti patronali, scoprendo un significato inedito e profondo nel celebrare insieme alla comunità viterbese.



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