ANNO 16 n° 272
Omicidio Angeletti, un delitto pianificato
Cesaris avrebbe pedinato il professore. Ancora mistero sull'arma usata
11/12/2021 - 06:46

Avrebbe aiutato la collega perseguitata dalle attenzioni di Claudio Cesaris. Sarebbe stata questa la colpa di Dario Angeletti colpito a morte martedì mentre era ancora in auto, nel parcheggio delle Saline a Viterbo. Una ‘’intromissione’’ la sua che non sarebbe andata giù al tecnico universitario. Il 68enne, ora in pensione, avrebbe seguito fino a Viterbo la ricercatrice 39enne di Pavia. Cesaris aveva preso in affitto una casa, ora sotto sequestro, nella stessa zona in cui viveva la donna.

L’amicizia di Angeletti, uomo mite e professore stimatissimo da tutti, ha scatenato la sua ira e gelosia che, forse covava da tempo. Le modalità con cui è stato ucciso Dario Angeletti tipiche di una esecuzione in piena regola lasciano pensare che si sia trattato di un delitto premeditato. Non un raptus ma un piano studiato tanto che Cesaris si è presentato armato in quel parcheggio dove era sicuro di trovare il professore. Le telecamere che hanno immortalato il pensionato sul luogo e nel momento del delitto, lo avrebbero ripreso anche altre volte nella zona. L'uomo potrebbe aver pedinato il professore.

Era una persona che praticava trekking e sarebbe venuto spesso alle Saline. Sarebbe stato un abituale frequentatore. Forse stava preparando già da tempo il suo progetto criminale.

Sull’arma del delitto sono ancora in corso le indagini dei carabinieri. La pistola di piccolo calibro non è stata ritrovata. E’ stato rinvenuto invece un bossolo ma non è detto che appartenga al colpo che ha ucciso Dario Angeletti. Nel frattempo si attendono i risultati dell’stub, l’esame eseguito sulle mani di Claudio Cesaris per verificare la presenza di polvere da sparo.

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