ANNO 16 n° 273
Omicidio Angeletti, la gelosia potrebbe aver armato la mano di Cesaris
A carico del pensionato nei mesi scorsi una denuncia per stalking
10/12/2021 - 06:03

VITERBO - Potrebbe essere stata la gelosia per una donna ad aver scatenato l'ira di Claudio Cesaris, il 68enne, in stato di fermo ieri con l'accusa di omicidio volontario. Per i carabinieri che indagano sarebbe lui l'autore dell'omicidio di Dario Angeletti, il biologo marino, docente dell'Unitus trovato martedì pomeriggio privo di vita all'interno della sua auto nel parcheggio delle Saline. 

Claudio Cesaris è un tecnico universitario, oggi in pensione, con un curriculum di tutto rispetto, che in passato ha lavorato anche con l'Unitus e quindi potrebbe aver conosciuto all'università Dario Angeletti, stimato docente.

Gli investigatori, che sulla vicenda mantengono il più stretto riserbo, escludono che il delitto sia maturato per questioni lavorative e sembrano invece privilegiare la pista dell'omicidio passionale. 

L'amicizia tra Angeletti e una ricercatrice, della quale Cesaris era invaghito, sarebbe stata fatale al docente. Il pensionato, forse convinto che tra i due ci fosse una relazione, avrebbe agito per gelosia. Non c'è nulla di certo ma intorno a questo scenario si starebbero concentrando le verifiche degli investigatori, coordinati dalla procura di Civitavecchia. Tra l'altro Cesaris era già noto ai carabinieri perché nelle scorse settimane era stato denunciato per stalking, forse dalla stessa ricercatrice. Cesaris, originario di Dresano, un piccolo comune in provincia di Milano, era separato e da qualche anno si era trasferito a Viterbo e aveva preso in affitto un appartamento in via Cardona a San Martino al Cimino. Appartamento messo ieri sotto sequestro. L'uomo, che dopo la perquisizione martedì sera ha accusato un malore, è piantonato all'ospedale di Belcolle. Claudio Cesaris, che aveva un regolare porto d'armi, è stato sottoposto alla prova dello stub per rilevare la presenza di polvere da sparo sulle mani. Dai vicini viene descritto come mite e schivo.

I carabinieri sono risaliti a lui grazie ai filmati delle telecamere presenti nell'area del parcheggio delle Saline e alle celle telefoniche della zona. Tuttavia lui e la vittima non si sarebbero dati appuntamento. Angeletti, forse, sarebbe stato seguito o forse Cesaris lo avrebbe aspettato lì. Sta di fatto che il docente è stato freddato con un colpo alla tempia destra mentre era ancora sul sedile di guida con la cintura allacciata. Un colpo sparato forse da una pistola di piccolo calibro che comunque non è stata ritrovata. E' stato invece trovato un bossolo sul quale sono in corso accertamenti in quanto non è detto che sia del colpo che ha raggiunto mortalmente Angeletti. Quanto ai segni di pneumatici lasciati sul terreno non è chiaro se siano della Volvo del professore, ora sotto sequestro, lasciati durante un disperato tentativo di fuga, o se impressi dall'auto di Cesaris mentre si allontanava.

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