ANNO 16 n° 272
''No ai fanghi delle grandi città''
Comitato di cittadini contro la proposta di Solemme spa di creare un sito di stoccaggio in località Madonnella
27/03/2016 - 03:01

di Eleonora Celestini

MONTEFIASCONE - Che cosa succederebbe se a sconvolgere la vita della tranquilla cittadina di provincia, che da sempre vive e prospera grazie al turismo e all'agricoltura, dovessero arrivare centinaia di tir carichi di rifiuti speciali? Se lo stanno chiedendo, attoniti, in questi ultimi giorni i cittadini di Montefiascone, su cui grava lo spettro della realizzazione di un impianto di stoccaggio e trattamento di fanghi prodotti dalle acque reflue urbane proprio in prossimità della Rocca dei Papi. I montefiasconesi giovedì sera, proprio per mobilitarsi contro questa ipotesi, si sono detti pronti alle barricate in difesa del territorio e hanno costituito il comitato ''Montefiascone senza fanghi''.

Questi i fatti. ''La società Solemme spa, azienda partecipata dal noto gruppo Acea (una delle principali multiutility italiane, con oltre 7mila dipendenti, quotata in Borsa nel 1999 e attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi nei business dell’acqua, dell’energia e dell’ambiente, anche attraverso il controllo di società di cui è principale azionista, ndr) e già proprietaria di un impianto simile a Monterotondo Marittimo, in provincia di Grosseto, ha già presentato al riguardo una richiesta alla Provincia di Viterbo - spiegano dal comitato -. Non solo: la società ha anche già affittato un ampio capannone in disuso, di proprietà di un privato, in località Madonnella, nell'immediata periferia di Montefiascone, in direzione Orvieto. Una volta quella struttura ospitava un maglificio e ora dovrebbe, nei piani della società che fa capo ad Acea, diventare la sede dell'impianto per il trattamento dei fanghi''.

Fanghi che dovrebbero arrivare per lo più da Roma, ma non solo dalla Capitale: si parla, infatti, dello smaltimento di rifiuti speciali di diverse grandi città d'Italia, con una prima stima che, secondo il comitato, riguarderebbe almeno 80mila tonnellate di scarti da acque reflue urbane, trasportati da tir che attraverserebbero le strade, dissestate, della Tuscia. Praticamente una complicazione non da poco per una rete viaria che presenta già notevoli criticità e che non è certamente preparata allo sviluppo di un simile viavai di camion.

Una questione che ha letteralmente sconvolto la comunità montefiasconese, soprattutto per l'area scelta da Solemme spa per la creazione del centro di stoccaggio. ''Praticamente sorgerà in mezzo alle case, a due passi dal centro abitato - dicono dal comitato - A 50 metri da lì ci sono decine di abitazioni. Il capannone è molto grande, ha un ampio piazzale antistante e probabilmente è stato scelto perché lì il carico e lo scarico dei tir sarebbe facile. Però quella è una zona agricola, l'area del capannone, che è in disuso da 20 anni, confina con quattro ettari di terreno agricolo. Inoltre lì ci sono moltissime attività turistico-ricettive. Non si possono massacrare così la vocazione di un territorio e le vite di chi vi abita''.

La Conferenza dei servizi relativa alla richiesta della partecipata di Acea si è già tenuta qualche giorno fa e a breve (fra circa 60 giorni) dovrà riunirsi di nuovo. ''Sia chiaro che noi qui fanghi non ce li vogliamo - riferiscono dal comitato - e presto organizzeremo anche una raccolta di firme, a cui speriamo aderisca tutta la nostra comunità, per evitare quello che sarebbe un vero scempio''. Intanto però la Asl di Viterbo, che non era presente alla riunione della Conferenza dei servizi con nessuno dei suoi rappresentanti, ha già inviato parere favorevole, seppur condizionato. ''La Regione Lazio e la Provincia di Viterbo - riprendono - hanno invece preso tempo, per il momento, sollevando vincoli tecnici''. Resta da capire cosa faranno gli altri enti e le istituzioni interessate.

Del tutto contrario, invece, come facilmente prevedibile, il Comune falisco. ''Lo scorso 3 marzo di questo si è parlato in consiglio - aggiungono da Montefiascone senza fanghi -, e l'assemblea cittadina ha detto un no chiaro e unanime, senza distinzioni di alcun tipo, all'ipotesi del centro di stoccaggio dei fanghi delle grandi città. Va anche detto, poi, che l'area scelta da Solemme è una zona agricola e andrebbe quindi cambiata la destinazione d'uso in area industriale. Parliamo di un territorio che sta a due passi dal lago e che guarda a Civita di Bagnoregio e Orvieto, che vivono di turismo. Il centro di stoccaggio a Montefiascone è un'ipotesi inaccettabile''.

L'amministrazione comunale di Montefiascone, così come tante altre, fra qualche mese andrà al rinnovo: è evidente che l'ipotesi sito di stoccaggio dei fanghi alla Madonnella a questo punto sarà uno dei temi caldi della campagna elettorale. Ma, vista la portata della questione, è tutta la Tuscia ad essere interessata dal possibile nuovo centro di lavorazione dei rifiuti. Una Tuscia che, in quanto a servitù nei confronti di Roma e delle grandi città, ha già abbondamente dato.

Facebook Twitter Rss