ANNO 16 n° 274
Fanghi, il Comune studia un regolamento
Giovedi sera incontro pubblico con i cittadini
05/04/2016 - 02:00

di Eleonora Celestini

MONTEFIASCONE – Palazzo Renzi Doria corre ai ripari, almeno per andare in controtendenza rispetto ad una delle più classiche abitudini italiche. Quella, cioè, dell’accorgersi sempre dopo che sono scappati i buoi che la stalla non era chiusa bene. Si tratta per il momento in realtà solo di indiscrezioni, ma sembra proprio che l’amministrazione comunale di Montefiascone, guidata da Luciano Cimarello e in procinto di tornare alle urne il prossimo giugno, avrebbe in animo di dotarsi al più presto di un regolamento che vieta la realizzazione sul territorio comunale di impianti per la lavorazione di fanghi da acque reflue. Un documento che, se varato per tempo, potrebbe scongiurare l'avvio del centro di condizionamento dei rifiuti delle grandi città in località Madonnella.

Un pool di avvocati sarebbe già al lavoro per mettere a punto un regolamento inattaccabile, a prova di ricorsi. Questo documento, unitamente alla volontà dell'amministrazione comunale fallisca di non cambiare destinazione d'uso all'area dove dovrebbe sorgere la centrale dei fanghi, che è una zona agricola e dovrebbe essere trasformata in industriale, potrebbe rappresentare un punto a favore del Comune di Montefiascone nella ''crociata'' contro i fanghi alla Madonnella. Di questo probabilmente si parlerà giovedì 7 aprile alle ore 21 presso l'oratorio di Santa Maria delle Grazie nell'incontro pubblico organizzato dal Comune, a cui parteciperà il sindaco Cimarello, con i cittadini della frazione interessata dal discorso fanghi.

Il tempo per varare il regolamento, tuttavia, non è molto, perché la prossima riunione della Conferenza dei servizi in merito alla richiesta presentata in Provincia dalla Solemme spa è prevista per fine mese (deve tenersi entro il primo maggio 2016). In quel frangente la Conferenza dovrà esprimersi sulla proposta della partecipata del gruppo Acea di creare un centro di condizionamento e lavorazione fanghi alla Madonnella, rilasciando o meno l'autorizzazione ad aprirlo. L'azienda che si occupa dei rifiuti ha già ottenuto l'ok di Asl e Arpa, mentre la Provincia sembra orientata a seguire il Comune nel fronte del no, caldamente sostenuto anche dal comitato ''Montefiascone senza fanghi'', che ha pure presentato un'istanza di accesso agli atti a Palazzo Gentili. Proprio a via Saffi si terrà a breve anche un consiglio straordinario aperto per discutere la vicenda. Impossibile, invece, al momento prevedere quale sarà il parere in Conferenza dei servizi della Regione Lazio.

Qualora il regolamento che il Comune starebbe studiando venisse approvato a breve giro di posta, dunque, quello che a Montefiascone e nelle zone limitrofe viene considerato uno sfregio ad un territorio a vocazione agricola e turistico-ricettiva - sono contrarie anche le amministrazioni comunali delle vicine Bagnoregio e Orvieto - potrebbe forse essere evitato. A Palazzo Renzi Doria è, quindi, corsa contro il tempo per trovare una soluzione che eviti la realizzazione della centrale di lavorazione dei fanghi alla Madonnella.

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