



VITERBO - La sostituzione del capofacchino Sandro Rossi, ricoverato e operato all’ospedale di Belcolle, da parte di Luigi Aspromonte è stata accolta dai viterbesi con rispetto, in attesa del tanto amato Trasporto di questa sera.
Il nuovo “capotrasporto”, come lo stesso Aspromonte si è definito, è un amico fraterno del presidente del Sodalizio dei Facchini Mecarini, che ha speso per lui parole di ammirazione: si tratta di un uomo di polso, una persona adatta per il ruolo che ricopre, molto legata a Rossi e concentrata sull’onorare i suoi insegnamenti. 58 anni, sposato e con due figli, sarà lui a condurre lo spettacolo più bello di Viterbo.
La festività di Santa Rosa di quest’anno si preannuncia quindi come un momento di grande partecipazione, in cui incontrarsi per godere di una processione semplice, secondo la volontà di Aspromonte, ma completa e piena di amore.
Aspromonte, è portatore di un’esperienza pluridecennale con i Trasporti. Qual è il suo rapporto con la festività di Santa Rosa?
“Io ho lasciato il ruolo di Ciuffo dopo 20 anni, per cui ho fatto tutta la trafila. Ho fatto la Guida per Sandro Rossi e adesso provo ad affrontare questo Trasporto non da capofacchino, ma da capotrasporto”.
I viterbesi la conoscono bene? Quali pensieri saranno alla base della sua conduzione del Trasporto?
“Penso che mi conoscano: al di là dell’aver fatto il facchino, sono stato un giocatore della Viterbese Calcio. Le parole d’ordine saranno le classiche dei capofacchini che mi hanno preceduto”.
Quali insegnamenti pensa di tramandare ai facchini?
“Adesso dobbiamo mantenere l’insegnamento che ci ha dato Sandro Rossi, il capofacchino: dobbiamo vedere se abbiamo appreso tutti i suoi insegnamenti. Da parte mia, cercherò di dare più tranquillità possibile ai facchini”.
Quale sarà inoltre l’organizzazione del Trasporto con Dies Natalis? Si prevedono effetti speciali?
“No: questo sarà un trasporto semplice, all’insegna della tranquillità. Andremo piano, non dobbiamo strafare perché non dobbiamo dimostrare niente a nessuno”.
Sandro Rossi, persona amatissima, rimane il cuore pulsante della celebrazione. Un pensiero nei suoi riguardi.
“Lui è il nostro grande capofacchino da 17 anni: rimane il punto di riferimento di tutto il Sodalizio e di tutti i facchini”.

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