



VITERBO - Emozione per il trasporto della Macchina di Santa Rosa anche da Stefano Alessandrini, portavoce della confraternita degli incollatori di Capena: con i facchini il gemellaggio è avvenuto nello scorso marzo e il rapporto sembra essere dei più promettenti. Tra le tappe di quest’amicizia una vivace polentata, un pranzo sociale e tanti partecipati momenti di unione con le personalità-chiave del trasporto, che mantengono coesi i viterbesi ogni 3 settembre.
Il 2 settembre gli incollatori di Santa Maria Assunta saranno al Cuore della processione per Santa Rosa con Alessandrini, insieme ai portatori viterbesi di Santa Maria Liberatrice e ai facchini di San Lanno di Vasanello. “È la prima partecipazione a una processione fuori Capena che faremo, trasportando statue. È bellissima, ci sono migliaia di persone con bambini e bambine, è un momento sacro per tutta la Tuscia”, ha precisato il portavoce.
Sono inoltre ottime le relazioni con il Presidente del Sodalizio dei facchini Massimo Mecarini, con il capofacchino Sandro Rossi e con il capo dei mini facchini Angelo Loddo, ma anche con le principali autorità civili e religiose: la Sindaca Chiara Frontini e il Vescovo Orazio Francesco Piazza. “Ho regalato subito loro una spilla della nostra confraternita, ormai ci conoscono!”, ha precisato Alessandrini con sincera simpatia.

“Nasce tutto da un invito fatto ai viterbesi circa 2 anni fa – ha raccontato Alessandrini - che per me era come un messaggio dentro una bottiglia, invece erano anni che parlavamo di questo e che volevamo contattarli. Ormai con i social tutto è stato facilitato”.
L’ispirazione tra incollatori e facchini è reciproca. Quali stimoli offre una simile prospettiva di comunità e scambio?
“La processione per Santa Rosa è per noi un modello che è il top. C’è poco da fare: quando si vedono i facchini cantare nelle chiese, si pensa che è un modello a cui si deve tendere. La processione in più è bella, sono 4 km in tutto il centro storico di Viterbo fino al monastero. Le emozioni saranno fortissime, soprattutto per chi porta la Macchina il 3 settembre”.
Qual è a Capena la percezione di una festività esemplare come quella di Santa Rosa?
“A Capena c’è una forte devozione verso Santa Rosa: ogni volta che vado alla processione incontro sempre qualcuno di Capena. Ho detto anche questo a Sandro Rossi: facciamo qualcosa che ha un alto tasso di pericolosità (il trasporto dei baldacchini da parte degli incollatori, ndr), quindi i nostri concittadini sono abituati a capirlo”.
C’è quindi empatia nei riguardi dei facchini?
“Secondo me sì. È reciproca, ci fa sempre piacere. Ad agosto abbiamo invitato una delegazione di tre facchini a Capena: sono tornati anche quest’anno e con loro è nata una grande amicizia. Lo scorso 2 settembre siamo andati al Cuore della processione per Santa Rosa, per poi andare a un pranzo sociale e al Teatro dell’Unione a festeggiare il 45esimo anniversario del Sodalizio dei facchini. A Viterbo vogliono che le tradizioni non muoiano: si prodigano molto anche per questo”.
Chi sono i facchini di Santa Rosa per i capenati?
“Li abbiamo sempre visti come maestri: chi è che non ha ammirazione per Santa Rosa nel Lazio?”.
Anche Giorgio Ortenzi, entrato nel 2003 nella confraternita degli incollatori di Santa Maria Assunta, è oggi un membro attivo ed esprime anche lui ammirazione verso i facchini: 'Quello che fate voi a Viterbo - ha detto - per noi è importante. L'impegno che profondono i facchini nello svolgimento della festa, il valore della festa per Viterbo agli occhi del mondo è per noi una grande fonte di ispirazione. Serve a far conoscere le vostre radici e far rispettare la vostra tradizione'.
Fotografie di Rodolfo Morbidelli. Le immagini sono state scattate per il Sodalizio dei facchini di Santa Rosa.



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