ANNO 16 n° 273
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Alessio Trani
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Trani lancia la sfida per la segreteria del Pd
Si presenta il candidato dei ''renziani'': ''La mia è una scelta di rottura''

di Domenico Savino

VITERBO – La sfida è complessa. Prendersi la segreteria provinciale del Pd. Complessa perchè ogni forma di rottura è complessa: cambiare rispetto al passato, modificare uno stato di cose è difficile e ci vuole tempo perché venga compresa la sfida. Tutto questo non spaventa Alessio Trani, 47 anni, vice presidente di Confagricoltura Viterbo Rieti e candidato alla segreteria provinciale del partito democratico. Dall’altra parta deve affrontare Andrea Egidi, segretario uscente appoggiato dai vertici del partito. Ma evidentemente queste sfide a Trani piacciono perché non si tratta solo di conquistare la segreteria del partito nella Tuscia, ma improntare un nuovo modo di fare politica.

Ecco la sfida vera: quella che deve far entrare il Pd viterbese in una nuova fase della politica, più vicina alla gente, che senta i bisogni del territorio e che superi gli steccati della vecchia politica. La sfida è anche nel simbolo e nella sua mozione: ''Piazza democratica'', due termini che per antonomasia indicano il senso dell’apertura verso l’esterno e del dialogo, del confronto libero e schietto. La sua area di riferimento è quella dei renziani che nella Tuscia hanno come esponenti di punta i consiglieri Serra, Minchella, Quintarelli, il consigliere provinciale Alessandro Angelelli. ''Mi considero un elettore di centrosinistra e ho aderito da subito alla nascita del Pd – dice Trani -, ma mai avrei pensato di essere candidato alla segreteria del partito. Ma io penso e credo in un partito diverso che parta dal basso, dai bisogni della gente, dalle esigenze dei cittadini, che trovi linfa vitale nei circoli. La mia presenza è il segno della passione, quella passione della società civile che si impegna in politica''.

Trani spiega il significato di ''Piazza democratica'': ''E’ il senso del cambiamento. Quando è nato, il Pd ha fatto una grande scelta quella di fondere le identità, ma questa scelta si è trasformata nella creazione di una serie di correnti. Noi vogliamo cambiare proprio questo: in passato certi automatismi erano razionali, le decisioni venivano prese dall’alto e la base doveva eseguirle. Oggi non è più così, oggi un partito deve avere la base nei territori e nei circoli, deve essere aperto all’esterno e in questo periodo il Pd ha fato fatica a parlare con la gente altrimenti non si spiega il numero basso di tesserati. Altrimenti il rischio è che il partito diventi uno stagno in cui non c’è cambiamento d’acqua o la stessa evapora''.

Il cambiamento è anche nel programma: ''Bisogna prendersi la responsabilità se vogliamo cambiare davvero – argomenta -. Io l’ho fatto. Non appartengo a correnti del partito da questo punto di vista sono nuovo e proprio per questo chiedo agli elettori di seguirmi per scardinare certi equilibri. La mia è una candidatura di rottura''.

Ad appoggiare la sfida di Trani, la consigliera comunale Martina Minchella: ''La scelta de cambiamento è nel metodo di fare politica. Noi vogliamo un partito aperto, plurale che torni a decidere nell’interesse di tutti e Alessio è la persona giusta”. Anche Alessandro Angelelli si spende per Trani indicandolo come “la medicina di cui il Pd ha bisogno. Nel partito noto una certa mancanza di fiducia e Trani è puro da questo punto di vista perché non è impegnato. Dobbiamo votare con il cuore e fare in modo che questa non sia l’ennesima occasione persa''.

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