ANNO 16 n° 272
Pd, Egidi e Panunzi la nuova corrente
Con Sposetti defilato, nasce un asse di sinistra contrapposto a Fioroni
28/11/2013 - 19:31

VITERBO – C’è qualcosa di nuovo, nel Partito democratico viterbese. Due correnti nette, che sono uscite allo scoperto nell’immediata vigilia del congresso provinciale e che adesso galoppano distinte verso il congresso nazionale e le primarie, in attesa di quello che succederà ai piani alti del Nazzareno.

Per il momento, qui il Pd ha tre nomi per due correnti. Una fa capo a Beppe Fioroni, ex ministro, ex uomo forte della Margherita: un gruppo che nella Tuscia è pesantissimo specialmente nel capoluogo (dove ha di fatto portato alla storica presa del Comune dello scorso giugno, con Michelini). L’altra metà della mela, invece, ha i nomi di Andrea Egidi, segretario uscente e rieletto, e del consigliere regionale del Enrico Panunzi. Il resto sono spiccioli, che potrebbero però anche tornare utili in prospettiva.

Ma andiamo con ordine. Tutto nasce con il progressivo defilarsi dalla scena locale di Ugo Sposetti, fino a pochi mesi fa “titolare” dell’ala sinistra del partito, quella di fronte a Fioroni. A quel punto si è creato un vuoto nel Pd, anzi un mezzo vuoto: i parronciniani – terza mozione, quella minoritaria – si erano sparpagliati già all’indomani delle elezioni regionali di febbraio, i renziani erano (e sono?) ancora troppo pochi e deboli (fatta salva l’area civitonica) per tentare una scalata. C’era invece Andrea Egidi, segretario provinciale che negli ultimi anni ha saputo lavorare con intelligenza sul territorio, riformulando molti circoli (per esempio quello di Montalto) e dando spazio a persone giovani, e slegate dai vecchi potentati.

Lo ha ripetuto spesso, Egidi, durante la campagna elettorale che lo ha condotto alla riconferma: “Non sono il candidato di Fioroni e Sposetti, rappresento la mozione Egidi, gente nuova, che opera nel partito e che lo sta cambiando”. Era tutto vero. Così come erano vere i ringraziamenti e le continue citazioni nei confronti “dell’amico Enrico”. Cioè Panunzi. Che dopo aver conquistato una poltrona alla Pisana anche grazie ai voti dei moderati – cioè di Fioroni e dei suoi – si è progressivamente avvicinato ad Egidi, fino alla saldatura e alla creazione di una corrente che oggi, sul complessivo territorio provinciale, può giocarsela alla pari con le truppe dell’ex ministro. Senza contare i deputati Mazzoli e Terrosi, anche loro parte del gioco.

Il tutto va però ricondotto ad uno scenario sul breve periodo, e su scala nazionale. Se dovesse vincere Renzi, come sembra, ecco che Fioroni potrebbe trovarsi in difficoltà (non passa giorno che non ci siano screzi con i fedelissimi dell’ex sindaco), mentre Egidi e Panunzi – pur sostenendo Cuperlo al congresso, come farà Fioroni – potrebbero giocarsi alcune carte. Intanto, la carta d’identità, e la relativa distanza da una vecchia nomenclatura di partito. Poi la capacità di dialogo: lo stesso Egidi vorrebbe inserire il renziano Trani nella segreteria provinciale. E poi, soprattutto, il ventilato quanto imminente ingresso sullo scenario politico nazionale di un certo Nicola Zingaretti. Il presidente della Regione che appena una settimana fa si è affrettato a salire a Viterbo per congratularsi con il vincitore Egidi. E con il suo consigliere alla Pisana Panunzi, ovvio.

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