

VITERBO - Una lunga giornata conclusa con il più previsto e prevedibile dei ''tanto a poco''. Come un Barcellona - Pianoscarano qualsiasi, insomma. Il congresso comunale e di circolo è andata come annunciato anche dai bambini: i candidati della santa alleanza di Egidi e Fioroni (e viceversa) hanno asfaltato gli avversari renziani - e civitiani e fritto misto - in modo netto, più netto delle previsioni e della soglia psicologica del 70-30 per cento.
A partire da quelli per il segretario comunale, con Stefano Calcagnini che volaquasi al 79 per cento, con 464 voti, e il competitor Massimo Pistilli che si ferma al 17.6 per cento con 105 voti. Sedici le schede bianche e cinque le nulle. Curiosità per i morbosi, o per i nostalgici: un voto per Enrico Berlinguer e un voto addirittura per Palmiro Togliatti. Ci mancava Baffone Stalin ed eravamo al completo.
Per il circolo viterbese, unitario, stessa musica: Carlo Mancini, il candidato dell'asse Egidi-Fioroni (e viceversa) ha ottenuto 454 preferenze (75 per cento), mentre Rossella De Paola 114 (18 per cento circa). Diciotto le schede bianche, 4 nulle.
Interessante anche il dato per il segretario provinciale, perché Viterbo è quella che conta più di tutti: con oggi il congresso è praticamente finito a favore di Andrea Egidi. Che nel capoluogo ha ottenuto l'82.4 per cento (pari a 472 voti), contro il 16.4 per cento di Alessio Trani (100 voti). Dieci le schede bianche e 6 le nulle. Un'affermazione forse al di là di ogni previsione per il patto d'acciaio Egidi-Fioroni (e viceversa).
In totale, hanno votato 590 persone, su circa 700 tesserati. Alla fine, bel fair play degli sconfitti che hanno fatto i complimenti ai vincitori. Il 6 novembre il congresso provinciale, a questo punto una formalità per Egidi.
La giornata, come detto, è stata lunga, nella sede di via Polidori, tra un solarium e una pasticceria due bandiere indicavano agli elettori dove andare a eleggere (e viene il sospetto malizioso che molti di loro, tesserati dell'ultim'ora, neanche sapessero dove fosse il seggio...). Dopo la sfilata di militanti e di amministratori locali, la serata ha preso un po' di pepe con l'arrivo dell'ex ministro Giuseppe Fioroni, che si fa vedere alle sette e un quarto, passeggia e chiacchiera con i fedelissimi (Ricci, Ciambella) e scherza anche con Andrea Egidi, dopo il Grande Freddo di qualche giorno fa, ora risolto con il rinnovo di una Santa Alleanza che ha portato ai successi di oggi e magari anche a quelli di domani. Alle otto in punto, dopo che avevano votato un paio di carpentieri (ah, la classe operaia) e la figlia dell'assessore Ricci, il grande cerimoniere - diciamo così - Giuseppe Fraticello sbatte tutti fuori dalla sala e dà il via allo spoglio. Spoglio dei voti, che avevate capito?
Alle nove e un quarto della sera, il gran finale. Scontatissimo.
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