ANNO 16 n° 273
Congresso Pd - Mancini:
''Un partito attento
ai bisogni del territorio''
03/11/2013 - 04:01

VITERBO – Eletto con un sacco di voti, (464, su 590 votanti) secondo la più facile delle previsioni. Carlo Mancini, classe 1984, è il nuovo segretario del circolo viterbese del Partito democratico. Un ruolo di prestigio, ma anche delicato, perché oggi il circolo unico riunisce tutti gli altri, e deve dunque tenere conto – e sintetizzare – le tradizioni, le idee, le storie personali e politiche, di tante realtà diverse ora racchiuse dentro un’unica entità.

Mancini, cronaca di una vittoria annunciata, la sua?

“E’ un risultato che mi rende felice, mi rende orgoglioso. Perché tutto sommato è stato un congresso unitario, le varie anime hanno trovato una convergenza sul mio nome,m e molte persone hanno dimostrato di credere in me”.

Adesso, c’è da lavorare.

‘’Da subito. Voglio essere operativo sul territorio, per strutturare il partito, io e i ragazzi che erano nella lista che mi sosteneva. La prima idea è ripristinare le sezioni tematiche: sanità, cultura, integrazione. Lavorare per settori, affidandosi a persone competenti, al di là delle varie etichette o provenienze, che è normale ci siano”.

Il circolo unico è una grande responsabilità, lo sa?

‘’E’ una responsabilità, ma allo stesso tempo un orgoglio. Il mio primo compito, anche per una questione di rispetto, è conoscere i tesserati, parlare con loro per scoprire le idee, le proposte, tutte risorse da sfruttare per far crescere il partito”.

Tesserati che sono aumentati decisamente, a ridosso del congresso. Anche se a Viterbo non si sono visti i boom, e gli scandali, spuntati nel partito un po’ in tutta Italia.

''La grande sfida sarà l’ulteriore crescita degli iscritti: avvicinare altra gente al Pd, farci conoscere anche nei confronti dei non tesserati''.

Qualcuno ha fatto parecchia letteratura su di lei. Ex leghista, arrivato da poco nel Pd, candidato a forza dai piani alti...

‘'Ho vissuto la cosa con grande tranquillità. La vedo molto semplice, la questione: quello che siamo lo dobbiamo a quello che abbiamo vissuto, e abbiamo fatto. Se oggi sono qui lo debbo alle persone che ho incontrato lungo la mia strada’’.

Però lei ha cambiato idea, o meglio bandiera.

‘'Non lo nego, ma semmai il malcostume è altrove. In quei politici eletti che poi passano sull’altra sponda, tradendo il mandato dei cittadini. Nel mio caso, è stata una scelta di campo: mi sono candidato con il Partito democratico, ho cercato i voti, non sono stato eletto in consiglio comunale. Ma non credo che sia dipeso dai miei trascorsi in altri movimenti''.

Un’ultima cosa sul circolo viterbese. Lo intitolerete a Gemma Piacentini, come chiedono diversi militanti e dirigenti?

''Lo decideremo. Come? In modo democratico, non siamo il Partito democratico? Lo stesso se ci fossero altre proposte’’.

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