ANNO 16 n° 272
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Fioroni-Egidi sfiorano l'80% a Viterbo
Stracciati gli avversari renziani
Funziona come al Mc Donald's, anzi meglio. Da una parte si paga e da quell'altra ci si mette in coda. Cioé, al congresso comunale del Partito democratico, ieri pomeriggio, si poteva benissimo fare la tessera per il 2013 (è previsto dal regolamento: nulla di male) e poi cambiare stanza, mettersi in fila, e andare ad eleggere il proprio candidato barra paladino. Comodo: bastano 15 euro cash. Nelle more della votazione he hanno fatte diverse decine, cotto e mangiato, anzi cotto e votato. Nei giorni precedenti anche di più. Scandalo? Manovre sospette dell'ultim'ora per portare acqua ad uno dei candidati? Forse. Ma dal partito stesso tengono ad abbassare i toni, e a non forzare le polemiche (già, per quello ci sono i giornalisti): 'I tesserati viterbesi sono triplicati rispetto all'anno scorso? Ci può stare. Nell'anno del congresso, anzi, è normale: semmai, bisogna fare il paragone col 2010, quando ci fu l'ultima consultazione. Vedrete che i numeri sono simili'. E va bene, registriamo la spiegazione e lasciamo ad altri le polemiche.
Semmai, andrebbe trovata una ragione del perché dei tesseramenti last minute. Tutti sbadati? Oppure tutti filoguidati da qualcuno? E semmai, da chi? I renziani viterbesi - specie giovane, ma già protetta dal Wwf - non spereranno mica in un clamoroso sorpasso? Impossibile, secondo i pronotisti e l'algebra spicciola. E allora? Che quell'altra corrente voglia vincere tanto a poco, onde evitare figuracce? Chissà.
Per il resto, le operazioni di voto sono andate avanti lisce ome l'olio, anche se all'inizio sembravano poter prendere d'aceto. Un piccolo scazzo, giusto all'apertura delle urne, subito sedato dal buonsenso. Poi, è iniziata la sfilata degli iscritti, vecchi e nuovi. Dei militanti, degli amministratori. Facce viste: i candidati segretario comunale Calcagnini e Pistilli, quelli a circolo Mancini e De Paola, le consigliere comunali rosa Bizzarri, Minchella e Troncarelli (qui citate soltanto in ordine alfabetico) e il fioroniano Fabbrini, il deputato Mazzoli cum familia, l'assessore Ricci. Che arriva, trafelato come al solito, vede la fila per votare e provoca: 'Ma il Pd non era morto?'. Egidi e Trani, i due candidati alla segreteria provinciale, sfida della prossima settimana, si mettodo da una parte a fumare una marbloro, naturalmente rossa: una boccata di fair play. E ancora: signora anziane che fanno la fila con pazienza, belle ragazze con cagnolini in braccio (voti animali?), punk, mogli di ex ministri, figli di ex tesorieri. E così fino a sera, le macchine parcheggiate per tutta la via, chiacchiere e caffé al bar. Egidi, ad un certo punto, sbotta: 'Andiamo a farci un congressetto. Caprarola? Capodimonte?'. Così, giusto per non perdere il ritmo che sta tenendo in questi giorni. Prende, e parte.
Ah, per la cronaca............

VITERBO - Una lunga giornata conclusa con il più previsto e prevedibile dei ''tanto a poco''. Come un Barcellona - Pianoscarano qualsiasi, insomma. Il congresso comunale e di circolo è andata come annunciato anche dai bambini: i candidati della santa alleanza di Egidi e Fioroni (e viceversa) hanno asfaltato gli avversari renziani - e civitiani e fritto misto - in modo netto, più netto delle previsioni e della soglia psicologica del 70-30 per cento.

A partire da quelli per il segretario comunale, con Stefano Calcagnini che volaquasi al 79 per cento, con 464 voti, e il competitor Massimo Pistilli che si ferma al 17.6 per cento con 105 voti. Sedici le schede bianche e cinque le nulle. Curiosità per i morbosi, o per i nostalgici: un voto per Enrico Berlinguer e un voto addirittura per Palmiro Togliatti. Ci mancava Baffone Stalin ed eravamo al completo. 

Per il circolo viterbese, unitario, stessa musica: Carlo Mancini, il candidato dell'asse Egidi-Fioroni (e viceversa) ha ottenuto 454 preferenze (75 per cento), mentre Rossella De Paola 114 (18 per cento circa). Diciotto le schede bianche, 4 nulle.

Interessante anche il dato per il segretario provinciale, perché Viterbo è quella che conta più di tutti: con oggi il congresso è praticamente finito a favore di Andrea Egidi. Che nel capoluogo ha ottenuto l'82.4 per cento (pari a 472 voti), contro il 16.4 per cento di Alessio Trani (100 voti). Dieci le schede bianche e 6 le nulle. Un'affermazione forse al di là di ogni previsione per il patto d'acciaio Egidi-Fioroni (e viceversa).

In totale, hanno votato 590 persone, su circa 700 tesserati. Alla fine, bel fair play degli sconfitti che hanno fatto i complimenti ai vincitori. Il 6 novembre il congresso provinciale, a questo punto una formalità per Egidi.

La giornata, come detto, è stata lunga, nella sede di via Polidori, tra un solarium e una pasticceria due bandiere indicavano agli elettori dove andare a eleggere (e viene il sospetto malizioso che molti di loro, tesserati dell'ultim'ora, neanche sapessero dove fosse il seggio...). Dopo la sfilata di militanti e di amministratori locali, la serata ha preso un po' di pepe con l'arrivo dell'ex ministro Giuseppe Fioroni, che si fa vedere alle sette e un quarto, passeggia e chiacchiera con i fedelissimi (Ricci, Ciambella) e scherza anche con Andrea Egidi, dopo il Grande Freddo di qualche giorno fa, ora risolto con il rinnovo di una Santa Alleanza che ha portato ai successi di oggi e magari anche a quelli di domani. Alle otto in punto, dopo che avevano votato un paio di carpentieri (ah, la classe operaia) e la figlia dell'assessore Ricci, il grande cerimoniere - diciamo così - Giuseppe Fraticello sbatte tutti fuori dalla sala e dà il via allo spoglio. Spoglio dei voti, che avevate capito?

Alle nove e un quarto della sera, il gran finale. Scontatissimo.

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