ANNO 16 n° 232
Anguria o cocomero? Il grande pallone dell’estate
Rubrica 'L'agronomo con il carrello' a cura di Donato Ferrucci e Nicolò Passeri
Serena
20/08/2026 - 07:04
di Serena D'Ascanio

L’anguria occupa spazio, rotola se non la fermi, pesa come una promessa estiva e, quando viene tagliata, pretende attenzione. O è fresca, croccante e zuccherina, oppure parte subito il processo popolare: “Non sa di niente”.

Il nome cambia da regione a regione, ma la pianta è una sola: Citrullus lanatus, della famiglia delle Cucurbitacee.

Le sue origini guardano all’Africa e all’antico Egitto, dove era apprezzata come riserva naturale d’acqua. Non stupisce che intorno a questo frutto siano nate leggende e racconti: poche cose, d’estate, hanno la forza simbolica di una fetta rossa e fredda.

In campo, però, l’anguria è meno spensierata di quanto sembri. È una coltura esigente: vuole caldo, luce, temperature stabili, terreni profondi, sciolti o di medio impasto, drenati e senza ristagni. Il fusto strisciante si allunga sul terreno, i fiori maschili e femminili compaiono sulla stessa pianta e il frutto, tecnicamente un peponide, può raggiungere dimensioni importanti.

La buccia varia dal verde chiaro al verde scuro; la polpa può essere rossa, rosata o gialla, ma nell’immaginario l’anguria vera resta rossa e brillante.

La maturazione arriva dopo tre o quattro mesi, secondo varietà e clima. Capire quando raccoglierla è quasi un’arte: si osservano colore, viticcio, zona d’appoggio e si dà il famoso colpetto per ascoltare il suono. Qui agronomia, esperienza e teatro contadino si incontrano.

Poi l’anguria diventa socialità.

Si taglia per molti, si condivide, si raffreddava nei pozzi o nei canali, accompagnava feste e merende estive. E restano i semi, con la vecchia minaccia scherzosa: “Se li ingoi, ti cresce un cocomero nella pancia”.

Scientificamente improbabile, ma culturalmente perfetta.

Alla fine il suo successo è questo: tanta tecnica in campo e semplicità a tavola. Una fetta fredda, mani appiccicose, qualche seme da scansare e l’estate sembra continuare.





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