ANNO 16 n° 272
Al centro Elisa da bambina e a sinistra il nonno, Gian Tommaso Scarascia Mugnozza
Una via per gli Scarascia Mugnozza
Esiste una delibera del 2012 per dedicare una strada al nonno Tommaso

VITERBO – Via Scarascia Mugnozza. Intitolata sì a Gian Tommaso, il primo rettore dell’Università della Tuscia, scomparso nel 2011, ma anche a Elisa, la nipote morta domenica scorsa ad appena 22 anni nel tragico incidente del bus di studenti Erasmus in Catalogna. Per ora è un’idea, ma dalle parti di Palazzo dei priori ci stanno ragionando: ''La famiglia Scarascia Mugnozza ha dato e continua a dare tanto alla nostra città. Un riconoscimento da parte della comunità sarebbe opportuno, resta da trovare la forma giusta'', dice il sindaco Michelini, che al funerale di Elisa, giovedì, ha portato tutto l’affetto dei viterbesi alla famiglia della giovane studentessa romana.

Intitolare una via agli Scarascia Mugnozza, allora, potrebbe essere un’ipotesi più che fondata, e per una ragione precisa. Il consiglio comunale di Viterbo ha già deliberato, nel febbraio del 2012 (quando era sindaco Giulio Marini) di dedicare una via al rettore emerito. La prima richiesta, all’indomani della scomparsa del professore, nel febbraio 2011 era arrivata dal Rotary club di Viterbo, di cui Scarascia Mugnozza era socio. Il Comune la recepì, e la votò all’unanimità un anno dopo, in una delibera che prevede anche l’intitolazione di vie a due viterbesi illustri che non ci sono più, il cavalier Socrate Sensi e il commendator Alberto Ciorba.

''La città – aveva commentato l’allora sindaco Giulio Marini - doveva questo tributo a tre uomini che, con il loro impegno, la loro dedizione, la loro intelligenza, hanno segnato profondamente la vita di Viterbo. Faremo tutto il possibile per arrivare all’intitolazione delle tre strade nel più breve tempo possibile. Intanto decideremo subito quali vie o piazze intitolare a Ciorba, Sensi e Scarascia Mugnozza''.

Per regolamento sulla toponomastica, comunque, debbono trascorrere almeno dieci anni dalla scomparsa prima di procedere all’intitolazione, salvo casi eccezionali. Per allora, comunque, si potrebbe immaginare di modificare leggermente quella delibera e di affiancare al nome del nonno Gian Tommaso quella della giovane Elisa. Perché se il primo ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della città, la seconda, come ha ricordato lo stesso sindaco attuale, Leonardo Michelini, può incarnare l’immagine di un simbolo per le attuali generazioni e per quelle che verranno. La figura di chi crede nell’Europa, nei suoi valori e nelle sue ricchezze e che ha perso la vita proprio mentre stava vivendo un’esperienza ''europea'' per antonomasia come il progetto Erasmus. Concetti questi ribaditi anche dal padre, Giuseppe, al funerale: e il professor Giuseppe Scarascia Mugnozza continua ''a fare tanto per Viterbo'' dirigendo un importante dipartimento dell’Università della Tuscia, il Dibaf.

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