ANNO 16 n° 272
Il padre ha riconosciuto Elisa
Il professor Scarascia Mugnozza in Spagna da ieri. Troppo presto per i funerali
La sorella: ''Si sarebbe laureata a ottobre, voleva diventare un chirurgo''
21/03/2016 - 17:51

VITERBO – Giuseppe Scarascia Mugnozza ha appena effettuato il riconoscimento della salma della figlia Elisa, la 22enne tra le sette giovani italiane morte nell’incidente del bus in Catalogna. Lo riferisce al quotidiano Il Messaggero. È volato in Spagna ieri sera il docente di Ecologia forestale e direttore del Dibaf, il dipartimento di Agraria dell’ateneo viterbese, preoccupato perché non aveva notizie della figlia. L’ufficialità è arrivata solo questa mattina. Sui funerali, dice ancora Scarascia Mugnozza a Il Messaggero, non sa ancora nulla, ritiene che ci vorrà ancora qualche giorno prima di avere il via libera e tornare in Italia.

I familiari delle vittime alloggiano in un albergo a Tarragona. I corpi sono stati composti nel piccolo obitorio della cittadina di Tortosa, a 20 km dal luogo del disastro.

Era arrivata a Barcellona un mese e mezzo fa per seguire un master Elisa Scarascia Mugnozza, 22 anni. ''Era una ragazza piena di vita, entusiasmo, era stupenda, solare. A ottobre si sarebbe laureata, voleva da sempre diventare un chirurgo'', racconta la sorella Costanza, come riporta Repubblica. ''Di noi era la più grande, era sempre allegra'', aggiunge. Una famiglia di accademici quella di Elisa. Suo nonno Gian Tommaso, da qui il forte legame con la Tuscia, è stato il fondatore e primo rettore dell’Unitus; il padre, Giuseppe, è docente di Ecologia forestale e direttore del Dibaf, il dipartimento di Agraria, all’ateneo viterbese. La ragazza era anche la nipote del prorettore della Sapienza ai rapporti con il territorio, Gabriele Scarascia Mugnozza, ordinario di geologia.

Elisa stava tornando a Barcellona (studiava Medicina alla Facultat de Medicina-Hospital Clínic) dopo aver assistito al famoso festival di fuochi d'artificio di Las Fallas a Valencia. Doveva essere una gita, una pausa dalle fatiche dello studio e invece Elisa e altre quattordici persone, di cui sei giovani italiane, hanno trovato la morte. A bordo del bus c’erano 57 studenti Erasmus di 22 nazionalità, nessuno spagnolo. La gita era stata organizzata dall'European Students Network e il pullman con a bordo Elisa, Francesca Bonello, Elisa Valent, Valentina Gallo, Elena Maestrini, Lucrezia Borghi, Serena Saracino, tutte poco più che ventenni, viaggiava in convoglio con altri quattro bus. Intorno alle 6 di domenica mattina lo schianto al chilometro 333 in un tratto che la stampa catalana ha definito ''maledetto'' per la frequenza degli incidenti.

Stando a quanto si è appreso il mezzo avrebbe urtato il guardrail di destra, poi l'autista, 63 anni e ora indagato per omicidio plurimo per imprudenza, avrebbe sterzato a sinistra finendo sull'altro lato dell'autostrada contro un'auto che sopraggiungeva nella direzione opposta.

''Lo siento, me he dormido'', ''Mi dispiace, mi sono addormentato''. Così avrebbe detto l’autista del bus ai servizi di emergenza arrivati subito dopo l'incidente in cui sono morte quattordici persone: sette italiane, due giovani tedesche, una romena, una uzbeka, una francese e una austriaca. Tutte viaggiavano sedute vicino al finestrino. In molti, infatti, si sono salvati grazie alla cintura di sicurezza. Sei i ragazzi italiani feriti, due sono stati già dimessi, altri due sono gravi ma non sarebbero in pericolo di vita. In Catalogna sono stati proclamati due giorni di lutto, ieri e oggi.

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