


(Elisa da bambina e a sinistra il nonno Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, fondatore dell'Università della Tuscia)
VITERBO - ''Era una ragazza piena di voglia di fare, voleva scoprire il mondo e questo era un modo per farlo''. Così dice chi conosceva bene Elisa Scarascia Mugnozza, la 22enne vittima del tragico incidente del pullman in Catalogna dopo una gita a Valencia. Romana ma molto legata alla Tuscia, figlia di Giuseppe Scarascia Mugnozza, direttore del dipartimento di Scienze agrarie dell'Università della Tuscia e nipote dell'ex rettore e fondatore dell'ateneo, Gian Tommaso, Elisa era iscritta alla facoltà di Medicina e psicologia all’ospedale Sant’Andrea e da qualche tempo viveva in Spagna per studiare Medicina alla alla Facultat de Medicina-Hospital Clínic dell'Universitat de Barcelona.
''Per me Elisa era come una sorella maggiore, la conoscevo da sempre. Qui siamo tutti disperati'', dice al telefono un'amica, raggiunta da TgCom24 in mattinata, non appena è stata avvetita la famiglia Scarascia Mugnozza.
Elisa Scarascia Mugnozza era la nipote di Gabriele, prorettore dell’università La Sapienza di Roma. Anche il rettore dell’ateneo, Eugenio Gaudio, ha espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia Mugnozza: ''Questa mattina purtroppo abbiamo appreso la triste notizia della morte di Elisa. È una notizia terribile che ci colpisce profondamente perché si tratta della scomparsa di giovani vite e in questo caso di una ragazza che studiava nel nostro ateneo – commenta a Il Messaggero - . Elisa è anche la nipote di un nostro prorettore e mio stretto collaboratore. È stato proprio Gabriele Mugnozza questa mattina a darmi la notizia tramite un sms. Voglio fare il mio più sincero e affranto cordoglio alla famiglia, agli amici e a chi conosceva Elisa. Sono cose che non trovano una spiegazione. È una tragedia per tutti, giovani vite che si spezzano e che erano andate in Spagna proprio per crescere con la curiosità di scoprire il mondo, impegnandosi anche all'estero. Una famiglia, quella degli Scarascia Mugnozza, da anni impegnata proprio nell'università. Il nonno di Elisa, Gian Tommaso, è stato storico rettore dell uni Tuscia, tra i fondatori della Crui''.
Come Valentina Gallo, Elisa Valent, Lucrezia Borghi, Elisa Maestrini, Serena Serena Saracino e Francesca Bonello – questi i nomi delle ragazze italiane morte nell’incidente, tutte giovanissime, con un’età compresa tra i 21 e i 25 anni – anche Elisa era andata in gita a Valencia per assistere alla festa di primavera e sulla strada del ritorno ha trovato la morte nel terribile schianto all’alba di domenica.
Per i ministri degli Interni spagnolo e catalano Jorge Fernandez Diaz e Jordi Jane, la causa più probabile dell’incidente sembra un ''errore umano''. Il bus era partito prima dell'alba da Valencia, verso le 4. Era l'ultimo di una carovana di cinque, con circa 300 studenti a bordo, avrebbe urtato il guardrail di destra, poi l'autista, che è sopravvissuto allo schianto e già interrogato dalla polizia a Tortona dai Mossos de Esquadra, avrebbe dato una sterzata a sinistra finendo sull'altro lato dell'autostrada contro un'auto che veniva in senso opposto, i cui due passeggeri sono stati feriti. Per l’autista, risultato negativo a droga e alcol test, ha 17 anni di esperienza alla guida di pullman e quello di Terragona è il primo incidente della sua carriera, scrive El Mundo, citando fonti di Autocares Alejandro, la società di trasporti di Mollet del Vallès per cui lavorava. Stando a quanto si è appreso il pullman, di marca Mercedes, era stato sottoposto a tutti i controlli previsti dalla legge e aveva appena due o tre anni.
L'autista dell'autobus, 63 anni, è indagato per omicidio plurimo per ''imprudenza'', secondo il codice spagnolo, riferisce il quotidiano catalano La Vanguardia. L'uomo è stato ricoverato in terapia intensiva per una contusione polmonare e non potrà quindi presentarsi oggi davanti al giudice come era previsto.
Quattro ragazzi italiani, tre ragazze e un ragazzo, feriti nell'incidente sono ancora ricoverati in Catalogna. Uno versa ''in condizioni più complesse'' ma i medici escludono rischi per la loro vita: lo ha detto a Tortosa l'ambasciatore italiano in Spagna Stefano Sannino. Sono ''in condizioni stabili'' e ''nessuno è in stato critico'', ha sottolineato.
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