

VITERBO – Stamattina l’ultimo saluto a Elisa Scarascia Mugnozza. Alle 10, nella chiesa dei santi Pietro e Paolo all’Olgiata, a Roma, verranno celebrati i funerali della studentessa morta domenica scorsa nel tragico incidente del bus Erasmus in Catalogna. Anche il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini parteciperà alle esequie.
Era romana Elisa, ma con la Tuscia aveva un legame speciale: era la nipote di Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, fondatore e primo rettore dell’Unitus e la figlia di Giuseppe, tuttora professore di Ecologia forestale e direttore del Dafne presso lo stesso ateneo viterbese. E la Tuscia tutta è stretta alla famiglia Scarascia Mugnozza. Il sindaco Michelini, come già annunciato appena appreso la tragica notizia, ha proclamato un giorno di lutto cittadino per oggi, giorno delle esequie, bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio negli uffici comunali alle 10 in punto, quando inizierà il funerale.
Martedì anche il policlinico romano Sant’Andrea ha osservato un minuto di silenzio, sospeso le lezioni del corso che Elisa frequentava ed è stata celebrata una messa in sua memoria nella cappella dell'ospedale. Ha partecipato anche il rettore della Sapienza Eugenio Gaudio. Nell’aula studio, invece, come riporta Camilla Mozzetti de Il Messaggero, è apparsa una scritta sul muro: ''Ciao Scar!''. Così la chiamavano i suoi colleghi di Medicina, gli stessi che ancora non si fanno una ragione della sua scomparsa.
Elisa, ragazza studiosa con il sogno di diventare un chirurgo, aveva ottenuto una delle quattro borse di studio per andare a Barcellona in Erasmus: ''Si era battuta come un leone per andare in Erasmus – dice sempre a Il Messaggero Massimo Volpe, vicepreside vicario della facoltà di Medicina -, una studentessa brillante e un simbolo della gioventù moderna, onesta e pulita''. Al Sant’Andrea Elisa faceva anche volontariato, si vestiva da clown per i bambini ricoverati in Pediatria: ''Era così, impegnata nello studio quanto nella vita'', la descrive un’amica.
E invece ora di tutte quelle speranze, sogni e progetti non rimane più nulla. Tutto per un maledetto incidente sul pullman che stava riportando Elisa e altri 56 giovani studenti Erasmus a Barcellona dopo aver partecipato al famoso festival di fuochi d'artificio di Las Fallas a Valencia. Doveva essere una gita, una pausa dalle fatiche dello studio e invece Elisa e altre quattordici persone, di cui sei italiane, hanno trovato la morte. L’autista, 63 anni di cui 17 alla guida dei pullman senza mai un incidente, è ancora ricoverato a Tortosa in condizioni ritenute critiche. La sua deposizione è ritenuta fondamentale per capire che cosa sia successo sul quel tratto dell’autostrada Valencia-Barcellona alle prime luci dell’alba di domenica. È indagato per omicidio colposo plurimo.
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